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lunedì 9 maggio 2016

Risotto alla milanese con ossobuco, piatto unico dalla tradizione lombarda (anche in PaP)


Dopo molte prove (...anche fallimentari...), dopo aver consultato mille ricette ed ascoltato mille pareri, dopo aver assaggiato questa pietanza in vari locali (consigliati per la loro cucina il più vicina possibile alla tradizione ) eccomi giunta alla mia ricetta definitiva per il risotto milanese con ossobuco. Come detto nell'introduzione anni fa, questo blog sostituisce in modo 'moderno' il mio personale quaderno di appunti di cucina ed oggi ho finalmente annotato questa ricetta per non dover impazzire ogni volta che mio marito mi chiede di preparare 'il risutin buono come quello dell'altra volta'
Una delle più recenti preparazioni ha visto velocizzare la cottura della carne (...interminabile!!!) con la pentola a pressione: successo oltre ogni previsione, per cui (anche se non ho immagini del fatidico momento), vi lascio le indicazioni anche per questo tipo di cottura con cui otterrete un ossobuco morbidissimo e scioglievole al palato.

Buon appetito!!!


Ecco il link ad un paio di siti da cui ho tratto ispirazione (http://www.ossobucoallamilanese.it/, http://www.viagenovaquaranta.it/2013/03/18/risotto-alla-milanese-con-ossobuco/), l'altra fonte di ispirazione -soprattutto per quanto riguarda il risotto- è stato ovviamente il libro Accademia Montersino.

martedì 5 aprile 2016

Ragù alla bolognese (metodo Montersino)


Weekend di pioggia, in una primavera che stenta a partire...Niente di meglio che dedicarsi ancora ad una lunga e classica preparazione, come quella del ragù alla bolognese, dal sapore che invade tutta la casa facendo immediatamente venire in mente un giorno di festa. Ho trovato la 'mia' ricetta de-fi-ni-ti-va sul libro Accademia Montersino dello chef medesimo, mio grande ispiratore in cucina! Ne preparo sempre in grandi quantità che poi provvedo a suddividere in vasetti e conservare in freezer per ogni evenienza.
Consigliatissimo!!!

Ingredienti (per 2 kg di ragù)
300 g di capocollo di maiale
300 g di carne di manzo
200 g di pancetta fresca
100 g di cipolla
100 g di sedano
100 g di carote
 olio di oliva extravergine
120 g di burro
50 g di concentrato di pomodoro
250 g di vino rosso
un mazzetto aromatico (porro, rosmarino,foglia d'alloro, timo, maggiorana...)
1 l di latte intero fresco
brodo di carne QB
sale e pepe QB

Procedimento
Tagliare tutte la carni a listarelle e passarle  nel tritacarne senza macinarle troppo finemente.
Lavare, mondare e tritare con un coltello affilato la cipolla, il sedano e la carota (io ho usato il tritatutto ; -) )

Scaldare  il burro in una casseruola e aggiungere le verdure facendole rosolare. Tenere poi da parte in un piatto.
Nella stessa casseruola utilizzata per le verdure far rosolare la carne precedentemente preparata senza aggiungere altri grassi. A rosolatura effettuata aggiungere il concentrato di pomodoro e farlo caramellare.

Mettere in padella anche le verdurine già cotte e tenute da parte.
Preparare un mazzetto aromatico. La ricetta originale prevede che all'interno di una grossa foglia di porro si inseriscano tutti gli aromi freschi e si chiuda con uno spago. Io che sono molto pigra utilizzo due alternative
- il solito 'sacchetto' aromatico utilizzando le bustine del the (vedi qui)
- le polveri essiccate di porro, alloro, timo, rosmarino,...danno molto sapore con minime quantità, non ci sono sprechi e si evita il possibile inconveniente della rottura del sacchettino del the

Salare, pepare e sfumare con vino rosso facendo attenzione ad aggiungerlo alla preparazione ben calda in modo che l'alcol contenuto evapori, rilasciando acidità sapore e profumo.

Unire quindi in casseruola il latte intero e cuocere per due ore a fuoco dolce con eventuale retina antischizzi, regolando con il brodo qualora ve ne sia bisogno.
Al termine togliere il mazzetto aromatico.

giovedì 10 luglio 2014

Salsa satay, uno dei mille dipping per hotpot ... e non solo!


Prima o poi sarebbe arrivato il momento in cui, dopo aver pasteggiato in Cina con qualunque cosa mi sembrasse un minimo commestibile (e spesso ignorando cosa stessi masticando e deglutendo...), sarebbe passato il senso di sazietà (meglio dire... 'nausea'?) verso certi sapori e avrei ricominciato a ricercarli in cucina. Ed eccoci qui allora a progettare la serata Hotpot
La cosiddetta marmitta mongola è un piatto della tradizione cinese, in particolare delle zone del Nord, che consiste semplicemente in una pentola (di coccio, di rame, di ottone..) munita di un fornellino sottostante in cui viene tenuto in ebollizione il brodo in cui i commensali cuoceranno le varie portate fresche servite in tavola. Forse la conoscete meglio con il termine francese di Fondue Chinoise, ...cinese appunto perchè è un piatto di aggregazione che ha una storia millenaria di tutto rispetto. Anzi, a bene vedere, trattandosi di un piatto 'caldo' (e il calore non si riferisce solo alla temperatura del brodo, ma anche al fatto che preferibilmente si utilizzano spezie 'hot' quali il pepe di Sichuan) la sua funzione è medicamentosa riequilibrando yin e yang interni secondo i dettami della Medicina Tradizionale Cinese. Oltre ad essere un pasto completo e molto semplice nella realizzazione è sempre stato considerato 'ricco' a livello calorico, questo deriva dal fatto che il brodo in Cina viene fatto con enormi quantità di parti grasse animali... ricordo zuppe con giganteschi 'occhi' di grasso che mi osservavano, a volte l'unto rimaneva in bocca così a lungo terminata la ciotola che non potevo non masticare qualche caramella gommosa... se penso che io il brodo lo scolo e sgrasso mille volte... In realtà il piatto ha avuto nei secoli un'estrema diffusione nel Sud-Est asiatico trovando preparazioni simili in Giappone, ad esempio, (ovvero il Namebono declinato poi nelle sue varianti dallo Shabu Shabu al Sukiyaki) oppure in Thailandia (il Thai suki) o in Corea.
La sera che decidemmo di entrare in una catena specializzata in Hotpot diventammo l'attrazione di tutto il locale dal momento che non solo ignoravamo come e quanto cuocere il cibo, ma non sapevamo come utilizzare spezie, condimenti ed affini. Ricordo la pazienza delle cameriere che, oltre ad 'imbragarmi' dentro un enorme bavagliolo/grembiule per evitare di schizzarmi i vestiti mi continuavano a sporgere tovaglioli di carta e appositi fazzoletti per pulire gli occhiali. Alla fine una di loro, tenerissima, una chiese di potermi abbracciare...devo averla fatta molto ridere : -)


Ma ora che il ghiaccio è rotto con questa pietanza cinese ed ecco ecco cosa vi serve.
Innanzitutto un pò di amici con cui condividere il momento e l'avventura : -) Poi un fornelletto da mettere in centro al tavolo con una 'pentola adatta', delle bacchette e possibilmente dei piccoli 'colini' per recuperare tutto ciò che intingerete nel brodo bollente.
Cosa immergere? libera scelta!!! tra le carni (tutte affettate sottilissime oppure in minipolpette) le più usate sono il vitello o il manzo oppure il maiale, ma anche agnello, castrato, pesce, gamberi, fino alle interiora (e già..), mentre la verdure non avete che l'imbarazzo della scelta (funghi in gran quantità e varietà, cavolo cinese o semplice verza, spinacini, cipolle, germogli di soia,...). e che dire della versione vegan con le sole verdure e il tofu?

Terminati i vassoi, tenetevi pronti degli spaghetti cinesi (classicamente si usano i lamian tirati al tavolo direttamente dal cuoco, ma andranno bene quelli di soia, di riso o tagliolini all'uovo). In Giappone spesso si preferiscono gli shirataki, per cui se usate un brodo magro e carne magra (pollo, vitello, manzo) o pesce e tofu terminando con degli shirataki di konjak bhè il piatto diventa Dukan friendly ;-)
La parte forte, come in tutte le fondute, è ovviamente la parte delle salse di accompagnamento dove potrete sbizzarrire la vostra fantasia. Immancabile la salsa di soia, poi le varie salse come la XO sauce,  la salsa di soia, oppure quella piccantissima al peperoncino, o quella a base sesamo, ma per questa volta ho preferito un classico della cucina asiatica (in particolar modo indonesiana) che bene si abbina con carni e con verdure, ovvero la salsa satay o salsa di arachide...che ovviamente potrete usare da base per molti altri piatti dal sapore 'orientale'

Buon appetito!!!

Se volete saperne di più sui noodles in genere ed in particolare sui lamian, leggete la mia esperienza alla scuola di cucina di Shanghai


lunedì 10 marzo 2014

Corn dog (on a stick) home made


Se amate le 'americanate' questa ricetta non la potete non replicare a casa vostra!  :-) Sono i 'corn dog' o meglio i 'corn dog on a stick' come recita il menù del Nathan's Famous. Chi è Nathan's? L'inventore degli hot dog per così dire, ovvero un'istituzione oltreoceano. Quando andammo a New York sfidammo l'uragano Sandy (un pó incoscienti ebbene sì lo ammetto!) per provare questo locale 'storico' che da decenni sfama orde di famelici in quel di Coney Island.

Nathan's 1920
Il Nathan's è anche il capostipite delle gare 'man vs food' dato che ogni anno dal 1970 il locale organizza la storica sfida a chi mangia più hot dog nell'esiguo tempo di dieci minuti (per la cronaca il campione in carica ne ha fagocitati 69....). Lo so, son tradizioni 'altrui' che fanno storcere il naso a gourmet e salutisti, ma che riuniscono nel nome del cibo (junk food ovvio) e del divertimento un sacco di persone festanti.
Insomma non potevamo non provare il sapore di questi hot dog che i concorrenti della sfida ingoiano avidamente (e bestialmente) come fossero noccioline... ci eravamo stampati anche dei coupon dall'Italia... scusate se oltre Man vs Food mi fermo a guardare in tv anche Pazzi per la spesa ;-) Bhe quando ci siam trovati in fila davanti allo spartano bancone del locale con i nostri coupon è stato divertente scambiarli con quelli altrui, tutti avevano dei buoni sconto!!! In questo modo abbiamo provato un sacco di 'specialità' del Nathan's a prezzi irrisori, tra cui i fantastici corn dog on a stick.
Ora, fondamentale è precisare che, a meno di comprare i würstel del Nathan's (in USA si vendono nei supermercati, se volete far la pazzia si possono comprare anche online...) , non potrete avere lo stesso sapore speziato e agliato di 'teutonica' origine, ma se volete fare gli 'yankee' per un giorno provate questa semplicissima ricetta ;-)


http://nathansfamous.com/

lunedì 25 novembre 2013

Cocottine a sorpresa con pistacchio di Bronte


Lo sapevo! Sapevo che sarei arrivata gli sgoccioli anche per postare la mia seconda ricetta per il contest dedicato al pistacchio, nonostante il piatto 'giace' nella memoria del mio smartphone già da parecchio tempo!
Purtroppo è stato un periodo denso di impegni di ogni tipo e l'organizzazione del mio prossimo viaggio ha assorbito molti dei miei (già rari) ritagli mentali e temporali... Provvedo immantinente con questa idea molto semplice, ma molto ad effetto, per portare in tavola un secondo e relativo contorno che possono essere preparati anche in anticipo (..per chi come me è sempre di corsa!). Ovviamente potete usare qualunque tipo di pesce 'delicato' voi disponiate; io ho dovuto ripiegare su quello surgelato, non avendo il mare a portata di mano...sigh! non disponete di cocotte? fatelo in teglia, la sorpresa dei vari colori, quando spezzerete il guscio croccante e servirete, sarà la medesima ; -)


Con questa ricetta partecipo al contest di Insiemecongioia in collaborazione con AromaSicilia

lunedì 4 novembre 2013

Ragnetti con il Visual food


Accolgo l'invito di Bricolage & Ricette al suo contest con questo piatto...Non è una vera e propria ricetta (uova ripiene, sai che novità!!!), ma un modo originale e divertente per portare in tavola un sorriso con elementi semplici e alla portata di tutti. Usando il Visual Food (ricordate? ne ha già parlato qui e anche qui) si possono reinventare 'banalità' come in questo caso delle olive in simpatici elementi decorativi e del tutto edibili con poche mosse. Ovviamente Halloween è il momento migliore per una presentazione di questo tipo, ma volete mettere come può essere buffo metterlo in tavola con dei bimbi magari un pò restii a mangiare? Il cibo per mia convinzione deve essere momento di divertimento per tutti, per cui perchè non sfruttare la 'forma' per ottimizzare la sostanza?
Ovviamente a prova di aracnofobici..come me! ;- )


Ecco il link al contest di bricolage & ricette



giovedì 24 ottobre 2013

Focaccia morbida alle cipolle rosse: la ricetta di Bosco con lievito madre


Se Sara Papa mi ha 'iniziata' al lievito madre, son sicura che Renato Bosco con le sue focacce e pizze mi darà grandi soddisfazioni! Il testimone per i lievitati in tv credo sia passato in buone mani, leggendo in internet infatti scopro che quel ragazzone un pò ossessivo e serioso che, grazie a enormi bicipiti, impasta a mano le sue focacce è un supermegaesperto di panificazione, anzi è il Pizzaricercatore per eccellenza. Fantastico, ho un debole per i pignoli! : -) Le 'chicche' che elargisce impastando sono interessanti, per cui decido di seguirlo... ma al momento sta usando solo lievito di birra! qualche volta accenna al lievito madre, ma rimanda il discorso...Io lo so che anche di quello se ne intende, ma io non posso continuare a guardare le sue focacce rimanendo con le mani in mano... dal momento che se lui è pignolo, io sono a dir poco tignosa mi ficco in testa di fare una sua ricetta con il lievito madre in sostituzione, BANZAIIII!!! : -)
Io non credo che le nostre nonne (anzi la mia nonna me lo conferma), quando si accingevano a preparare il pane con il lievito madre, si mettessero al tavolino a fare equazioni di 3° grado per tirare fuori le proporzioni, più facilmente ne acchiappavano un pezzo a caso e lo gettavano nella farina senza tanti grattacapi. 
In teoria per trasformare la dose di lievito di birra di una ricetta in una dose di lievito madre occorrerebbe partendo dal peso di farina e liquidi della ricetta originale andare a sottrarre quelli del pezzo di lievito madre (in genere 2/3 e 1/3 della massa)... insomma avevo un pò di fretta (ma dai ???!!!) e mi son per caso imbattuta in questo prezioso tool per la prima volta.
Ho deciso di buttarmi ed utilizzarlo, lo trovo geniale per chi non ha voglia di far di conto :-)
Nel timore che potesse non funzionare o che il mio lievito non funzionasse (lo so dovrei smetterla, ma è più forte di me!) ho lievemente incrementato le dosi di pasta madre e liquidi rispetto a quanto il tool mi dicesse (invece di 80 gr PM ne ho usati 100 gr, invece di 250 gr liquidi ne ho usati 280 gr...)
Sicuramente se il Pizzaricercatore vedesse queste dosi temo potrebbe svenire o morire di crepacuore, ma pazienza! ('aveva solo da dare anche la ricetta con la PM, ecchediamine!')
Bhè non so se è stata la fortuna che aiuta gli audaci oppure una semplice questione di fortuna (diciamo così!) ma il prodotto finale è risultato eccezionale!!!
Grazie Renato, grazie Vito, grazie calcolatore automatico :-)



domenica 15 settembre 2013

Focaccia 'pugliese' con patata e lievito madre (versione di Sara Papa e la mia!)


versione mia
Le virgolette sono doverose, dato che io pugliese non sono! Da un pò di tempo stavo però cercando una risposta valida a Simona, a cui tempo fa avevo 'spacciato' il mio Vito. Mentre io ero spaparanzata in ferie lei si metteva alla prova con il fratellino del mio lievito madre, Giuliano, documentandomi con foto i suoi strabilianti successi (avevo detto che era semplice!!!). Era rimasta però 'in sospeso' una questione sulla focaccia pugliese e sul suo livello di lievitazione..bhè visto che non l'avevo mai provata a fare, ma mi incuriosiva capire quali potevano essere i problemi eventuali (e la loro soluzione, benintesi!) ho deciso di provare quella dell'affidabile panificatrice Sara Papa. La prima volta ho seguito il procedimento alla lettera, parola per parola, ottenendo una focaccia saporita, ma 'bassa'...in pratica il problema che inizialmente aveva incontrato la mia 'collega' di lievito...Pare che la focaccia barese però non sia molto alta, ma la pugliese sì... Allora, dal momento che sono testarda come un mulo, ho fatto a modo mio allungando estremamente i tempi di lievitazione portandoli alla temperatura bassa del frigorifero.
Risultato da applauso, per cui riporto qui i tempi usati (almeno la potrò ripetere identica la prossima volta!)
Vi lascio comunque la ricetta originale, cosicchè anche voi potrete fare le vostre valutazioni.

versione mia

lunedì 9 settembre 2013

Crostata di riso ed erbette con formaggio Magnocca


E alla fine c'è l'ho fatta!!! Son riuscita a trovare un modo diverso di presentare la classica 'torta di riso' che ha accompagnato tante estati della mia infanzia! Penso sia un'idea originale anche per le scampagnate fuori porta, dai in fondo è ancora estate! La cosa buffa è che questo piatto per me carico di ricordi non é mai piaciuto a mio marito, per cui non mi ero mai azzardata a prepararlo : -) A me ricorda la nonna che ne preparava teglie così grandi che avrebbero potuto sfamare un intero reggimento di alpini, la parte che mi piaceva di più era la crosticina croccante sopra non appena veniva sfornata! Credo sia un piatto che il Piemonte ha in qualche modo adottato dalla vicina Liguria (non c'era anche la celebre battuta di Balbontin e Ceccon a citarla ?!) dove viene preparata sia  'nuda' che avvolta in pasta matta o sfoglia ... Bhè quella dei miei ricordi è priva di 'base', ma in questa mia rivisitazione, partendo dagli stessi semplici ingredienti, ho voluto ricreare l'idea del guscio. Il marito questa volta ha apprezzato : -)
Per amore di precisione, tutta la verdura usata in questa ricetta proviene direttamente dall'orto della suddetta nonna : -)
Un'altra precisazione è d'obbligo: io ho usato come formaggio del Magnocca stagionato, beninteso che si tratta di una 'licenza poetica' essendo un formaggio lombardo e non Piemontese. Ovviamente è sostituibile con altro formaggio a pasta dura stagionato o semistagionato.

lunedì 5 agosto 2013

La pizzanella, ovvero la panzanella in versione pizza!


Ricetta facilissimissima, veloce, piacevole e assolutamente low cost per marito pasticcione, ma desideroso di ripeterla al più presto: un incrocio tra una panzanella e una pizza, che abbiamo battezzato appunto 'pizzanella' : -) Si tratta ovviamente di una ricetta di recupero, in questo caso del pane con lievito madre. Per cultura ed educazione non riesco a buttare il pane, ma se si tratta di pane con lievito madre mi viene ancora di più lo scrupolo, bho! Così, dato che in estate puntare sulla Supa mitunà sarebbe una scelta decisamente azzardata (meglio l'inverno, eh!?), è nata questa pseudopizza morbida la cui base è formata da pane ammollato e strizzato. Piatto poverissimo, che spiegherò con eccessiva (e personalizzata) dovizia di particolari proprio per far sì che la mia dolce metà riesca a riprodurlo con le proprie mani! ; -)

giovedì 20 giugno 2013

Tortini di amaranto con zafferano e funghi porcini



Quando Brillat-Savarin all'inizio del 1800 diceva 'La scoperta di un piatto è più preziosa..che la scoperta di una stella' probabilmente si riferiva a me e nemmeno lo sapeva! ; -) Io scondinzolo quando mi trovo ad aver a che fare con un sapore nuovo, una nuova materia da plasmare e capire, così quando qualche giorno fa mi sono infilata per caso in un negozietto di cibi bio alla ricerca di seitan istantaneo e funghi shiitake e il mio occhio è caduto su un sacchetto di microsferette gialle proprio sullo scaffale ad altezza del mio naso bhè è stato colpo di fulmine!!! 'Cosa è sta cosa?' leggo 'Amaranto' e penso subito 'Ma l'amaranto non è un colore???' Bene, dal momento che non so cosa sia lo compro d'impeto, come sono mia solita fare. Poi come al mio solito iniziano i dubbi, soprattutto quando mio marito mi guarda con pupille interrogative a cui non posso fare altro che con sorrisi interrogativi..uhm...finisce nel solito ripiano dei 'cibi che prima o poi cucinerò'... Quando ecco che assolutamente per caso mi imbatto in questo interessantissimo blog in cui si parla proprio di amaranto..che gioia!!! decisamente avvicinarsi ad un alimento nuovo (ma così antico!) è stata una bella esperienza, ovviamente son partita con qualcosa di facile facile, tanto per prendere confidenza con il nuovo sapore e consistenza di questi semini pieni di salute.
Questo è il risultato del mio primo esperimento, spero a più presto di cimentarmi in qualcosa di 'livello'! ;-)

se volete sapere di più su questo cibo precolombiano cliccate qui



lunedì 27 maggio 2013

Conchiglioni con crema di asparagi selvatici e filetto di salmone affumicato


Ancora pioggia??? accidenti quanto si fanno desiderare le giornate di sole...per evitare di ingrigirsi come il cielo in questi giorni ho deciso di portare in tavola un pò di colore, un pò di verace cromoterapia culinaria insomma! ; -) Per di più anche sana, leggera e decisamente appetibile, insomma che dire? Prepariamoci con il sorriso all'estate che (prima o poi!) arriverà  ; -)

sabato 18 maggio 2013

Bulgur con zucchine da fiore: la mia prima volta con l'olio di Argan in cucina


Quando alcuni giorni fa ho aperto l''angolo viaggi' della dispensa per preparare la Masala chai pannacotta sapevo che quei profumi mi avrebbero inebriato e stuzzicato per un po'... Dall'India al bacino del Mediterraneo il salto è notevole, ma in cucina viaggiare è più semplice, così ho deciso di usare il prezioso olio di Argan comprato in Marocco. In effetti prima di visitare la piccola cooperativa femminile in quel di Imin'tlit, scoprendo quanto paziente e antico fosse il lavoro di estrazione di tale prodotto, non conoscevo che l'olio di Argan cosmetico. La visita è stata decisamente interessante, ho potuto assistere alla trasformazione del piccolo frutto dalla raccolta fino al confezionamento rimanendo affascinata di come la produzione utilizzi metodiche di un tempo e il lavoro minuzioso e paziente delle donne porti da quantità enormi di frutti a poche gocce di olio... Il sapore ricorda vagamente quello della nocciola e del caffè torrefatto ... per inciso, da golosa quale sono, ricordo molto bene anche l'amlou ovvero la crema di Argan e mandorle spalmata sulle fette di pane che ci son state offerte a fine giro...gnamgnam!!!!
Vabbè basta divagare! Bulgur, olio di Argan, tabel questi gli ingredienti che ho deciso di usare per un piatto che ha portato in casa i profumi della Medina : -)

Se volete maggiori informazioni sulla produzione dell'argan, sulla cooperativa femminile Tamounte e vedere le immagini della lavorazione e della realtà della piccola comunità femminile andate a questo sito http://www.tamounte-imintlit.com/index.php

Con questa ricetta partecipo al contest


mercoledì 15 maggio 2013

Spezzatino di tacchino e patate: esperienza pentola a pressione riuscito!


Una cosa che ho sempre invidiato alla mamma é la disinvoltura con cui si approccio alla pentola a pressione. Fin da piccola ho il suono nelle orecchie di una o più pentole a pressione sui fornelli per preparare bolliti, stufati, risotti, minestre e minestroni fino alla pasta in condizioni di urgenza estrema! L'unico caveat che mi veniva dato era 'se fischia e non ci sono vienimi a chiamare e stai lontano dal fuoco'. Se dalla nonna ho ereditato l'amore per il cibo, dalla mamma ho ereditato una vita impegnata e quindi la costante necessità di lottare contro il tempo, anche in cucina. Così se il primo suo regalo per una vita fuori casa é stato il microonde, il secondo é stata la pentola a pressione :-) Ammetto che la prima volta che la usai isolai la 'bestia' nel cucinotto andandomi a rintanare col timer in camera da letto (che cuor di leone!), avendo rotto il ghiaccio egregiamente iniziai ad usarla per lessare verdure e preparare minestre e passati, ma non mi spinsi mai tanto più in là...Poi si svolta, cambio casa, cambio stato civile, cambio pentola a pressione (o meglio ne aggiungo una più 'moderna'). Così moderna che il fischio appena di percepisce, ma, non sapendolo, al primo utilizzo mi ci sono avvicinata brandendo una sedia tipo domatore di leoni tanto avevo paura stesse per esplodere!!! (Immaginate la faccia di mio marito???) Mentre sto perfezionando la cottura di pasta e risotti ci lascio un'idea per una cena completa che potete personalizzare a piacere : -)


domenica 28 aprile 2013

Zucchinotte ripiene

Ammetto che questa ricetta era una scusa per fare un esperimento: che differenza c'è tra la verdura al vapore preparata in pentola e nel microonde? i tempi? chi conviene? Bhè sì insomma, a volte applico il metodo scientifico anche dove non dovrei, ma tant'è! son giunta alla conclusione che non ci sono grosse differenze di sapore tra le zucchine fatte in un o nell'altro modo, forse al microonde risultano meno acquose quindi più interessanti per preparare piatti che necessito di 'struttura'. In termini di tempo imbattibile il microonde, circa 8 minuti contro i venti della pentola. Purtroppo non ho così tanta pazienza per bilanciare anche costi dell'energia elettrica e del gas, uffa... Comunque alla fine ho partorito questa ricetta, in versione normale e da dieta...dal momento che non c'è sostanzialmente differenza di aspetto finale, ho dovuto segnare con stuzzicadente l'estranea...non credo comunque che mio marito si sarebbe accorto della differenza di sapore che infatti è decisamente minima!!! :-)
Come avrete avuto modo di vedere, le mie 'ricette Dukan' contengono poche uova e poche carne rosse...il motivo è molto semplice: il rischio di ingurgitare eccessive quantità di colesterolo è in agguato, soprattutto se si parte con dei valori ai limiti...Dieta sì, ma con giudizio :-)


lunedì 15 aprile 2013

Tartellette di farro con ricotta fresca ed asparago 'selvatico' (aspargina)


Sta ufficialmente iniziando la stagione di una delle mie verdure preferite, gli asparagi! (figuriamoci che conobbi i miei futuri suoceri proprio ad una cena di piatti a base di asparagi dall'antipasto al dolce, spettacolo!) Son già iniziati a far capolino sulle bancarelle dei piccoli produttori locali (e tra poco esploderà la stagione, basto pensare alla Sagra di Santena!) della per cui, mentre sparisce via via il songino croccante, arrivano gli asparagi ma soprattutto quella che da me si chiama 'aspargina' ovvero l'asparago 'selvatico'. Io la preferisco, innanzitutto perché la trovo più saporita, poi perché a mio avviso ha molto meno scarto (annoso problema dell'asparago e dei suoi gambi coriacei anche se passati a coltello) e mi sento globalmente meno in colpa se 'disintegro' le punte nelle varie preparazioni! Non potevo non comprare l'aspargina e non 'disintegrarla' subito un qualche piatto...anche perché il banchetto del formaggiaio locale mi tentava con la ricottina fresca....rotelline cerebrali modalità on!!! :-)


La pasta brisée con farina di farro è stata preparata seguendo alla lettera (una volta tanto) il ricettario KKC, ma la potete tranquillamente preparare a mano.

lunedì 8 aprile 2013

Spring cake con prime applicazioni di visual food


Gooooodmoooorning a tutti gli amanti del cibo!!!! Ebbene sì ho finalmente sentito la primavera! 
In giardino l'acero giapponese ha ripagato la mia dedizione nello scrollargli di dosso la neve quest'inverno mettendo fuori un sacco di gemme. La vicina ha ricominciato a spazzare e lavare indefessa l'asfalto di fronte a casa sua (cosa servirà poi?bha!) e dalle finestre timidamente aperte della via si fanno strada le canzoni stracciacuore (e anche straccia altro...) dei ragazzini. Così ho deciso che anche io dovevo far fiorire qualcosa in tavola, quale miglior occasione per mettermi alla prova col Visual Food??? Vi rimando al sito dell'inventrice, la dolce Rita Loccisano, che pazientemente (e munita di scatola di cerotti) ci ha mostrato come intagliare splendidi bouquet totalmente edibili con cui adornare piatti e tavole imbandite!non vedo l'ora di partecipare a qualche altro suo corso, nel frattempo vi lascio questa fresca ricetta ispirata da una trovata su un vecchio numero di Sale&Pepe!


http://www.visualfood-design.com/ fateci un giro, vi rifarete gli occhi!!!

lunedì 25 marzo 2013

Yaki Gyoza ovvero ravioli brasati nipponici, quando la voglia di tornare Giappone è tanta!


Adoro il sud-est asiatico, quando viaggio spesso 'finisco' là e soprattutto adoro la cucina asiatica! in questo weekend ne avevo proprio una gran voglia, ero indecisa tra Cinese o Giapponese. Da questa mia indecisione è scaturita la voglia di cimentata con l'esperimento Gyoza home made. Li avete tutti presente di certo, sono la versione giapponese dei famosi 'lavioli blasati' che si trovano in tutti i ristoranti cinesi (ovvero Guotie)... I Giapponesi hanno un'adorazione per alcuni cibi cinesi, come questi e come il ramen (prima o poi mi metterò d'impegno anche per preparare questo, ma io e mio marito siamo ancora 'traumatizzati' da quanto ne abbiamo assaggiati al Museo del Ramen a Shin Yokohama..che esperienza assurda!!!) insomma in qualità di 'raviola' volevo cimentarmi in un raviolo diverso come gli Jiaozi. Sapendo il sapore che volevo ottenere alla fine, ho girovagato in tutta la rete per trovare delle idee di ingredienti ed esecuzione che si avvicinassero alla mie possibilità-capacità nonchè al mio gusto :-)
Spettacolari!!! non sapevo se mangiare o se continuare a sorridere beata della riuscita di questi ravioli giapponesi :-) Pensavo che 22 in due fossero un pò troppi, invece ce li siamo spazzolati tutti in pochi minuti, che buoni-che buoni-che buoni!
E ho pure avanzato della pasta che ho surgelato...magari la prossima volta li provo al vapore con un altro ripieno!!!

giovedì 21 marzo 2013

Rotolini colorati di pure proteine Dukan


Ragazzi è arrivata la primavera!!! e allora perchè non portare un pò di colore anche alle proteine pure, così tanto per vivacizzare un pò il piatto e in qualche modo farlo 'fiorire'...certo è facile con l'arrivo della bella stagione arrivano anche tante fresche verdure colorate, ma quando non si può??? tadaan ecco una soluzione esteticamente e gustativamente stuzzicante, insomma chi lo direbbe che è un piatto da dieta? :-)
Buona giornata a chi è a dieta e a chi non lo è !!!

mercoledì 13 marzo 2013

Cavolfiore in gratin con acciughe di chef Bruno Barbieri: alla scoperta dell'umami


Rullo di tamburi!!! quasi con devozione mi sono cimentata con una ricetta dello chef Bruno Barbieri, trovata su uno dei suoi libri (ovviamente regalatomi da mio marito che conosce bene la sua 'polla' e sa sempre far centro!) dal titolo Paste al forno e Gratin. Ho voluto iniziare 'giocando facile', diciamo così, dopo che la lettura degli altri tre libri (Tegami, Fuori dal Guscio, Polpette che passione) mi aveva lasciata parecchio affranta ... relativamente alle mie incapacità e al difficile reperimento di ingredienti non proprio 'comuni' (quantomeno non nel mio paesino!). Fermo restando che la mia cocciutaggine prima o poi mi porterà a cimentarmi anche in altre 'barbierane' imprese, son voluta partire da questa anche per la curiosità di rapportarmi con il cosiddetto quinto sapore, l'umami. In effetti, a posteriori mangiando il piatto, ho capito di che si tratta; io lo definirei quel 'qualcosa in più' che ci fa dire di una pietanza 'saporita' pur non essendo la semplice sapidità. Ovviamente non salgo in cattedra dal momento che non ho la preparazione dovuta e c'è chi in rete lo fa meglio di me, anzi se volete saperne di più (del resto cucinare è bello perchè sperimentando si impara) vi rimando a www.umami.it dove si parla solo ed esclusivamente di questo sapore.
Ovviamente questo piatto è 'studiato ad hoc' per esaltare l'umami e lo stesso chef Barbieri consiglia, per i palati meno 'pronti', a sostituire le acciughe con la bottarga ad esempio...ma un vero Piemontese 'pasteggia' per definizione ad acciughe, per cui che la sfida abbia inizio!!!! :-)