Visualizzazione post con etichetta In dispensa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta In dispensa. Mostra tutti i post

sabato 5 settembre 2015

Peperoni (di Carmagnola) in vaso no stress


La fine delle mie ferie da qualche anno coincide con la Sagra del Peperone di Carmagnola, ormai è diventato un appuntamento fisso! Così anche quest'anno approvvigionamento fatto! lo scorso anno avevo messo in barattolo un bel pò di peperoni utilizzando una ricetta (trovato dove? consigliata da chi? bho...) molto rapida e semplice, due caratteristiche che l'avevano fatta balzare ai posti della mia personale classifica di 'ricetta da segnarsi'. Ho cercato in ogni angolo della cucina (e non solo) dove potevo averla messa, infine l'ho rinvenuta bel appallottolata segnata come mio solito su carta da recupero e mi son ricordata a questo punto di averla anche 'lavata' in lavatrice con gli indumenti in cui l'avevo distrattamente infilata (per non perderla ovviamente...) 

...documentiamo il mio 'ordine'...
La maggior parte dei miei esperimenti in cucina infatti finisce così: appuntati su fogli di carta a caso, compressi nelle tasche alla rinfusa, nella frenesia di non perdere nulla e di riuscire a farsi bastare le 24 ore in dotazione nella giornata standard, ed irrimediabilmente smarriti nei meandri degli armadi oppure definitivamente lavati in lavatrice... Motivo per cui la maggior parte dei miei esperimenti in cucina rimane UNICO ed irripetibile, purtroppo....Mi sarebbe parecchio spiaciuto perdere questa ricetta perché è veramente di una semplicità estrema, velocissima e permette di ottenere un golosi risultato con infimo sforzo e pochissimo tempo. Ecco a voi (ed ecco mamma che me l'hai chiesto!) il modo più rapido in assoluto di invasare i peperoni senza stress!  : -)

venerdì 24 aprile 2015

La marmellata di arance di Pellegrino Artusi, in versione light


Lunga assenza, eh? sarà che mi sto appassionando alla fotografia e questo (soprattutto ora che le giornate si allungano e c'è più tempo per esercitarsi a scattare) mi tiene lontana dal blog (ma non dalla cucina!) da un pò di tempo... così si accumulano la ricette una dopo l'altra e quando mi siedo al pc vengo sopraffatta dall'amletico dubbio '...e ora? da dove comincio?'
Ho deciso di iniziare dagli ultimi 'invasi' che ho prodotto e stoccato in dispensa, quando un mese fa circa sono stata sommersa da coloratissime arance di Ribera. Ottime, ma troppe e tutte insieme, a rischio deperimento insomma.
Sono andata ad attingere direttamente alle origini della cucina italiana, rispolverando un classico libro impilato sulle mie mensole, ovvero La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi del 1891. Qui si trova la ricetta della Conserva di aranci, adorabile in quanto non esiste scarto utilizzando sia la polpa che la scorza degli agrumi; io ho declinato la ricetta in versione light (data l'elevata quantità di zucchero prevista nello scritto originale...decisamente fuori luogo visto che sta arrivando la bella stagione e la prova costume conseguente! ;-) )
A voi!


Altre ricette della cucina d'altri tempi dell'Artusi? cliccate qui

domenica 25 gennaio 2015

Ratafià di uva fragola



Quest'anno nei miei 'cestini' natalizi ha fatto bella mostra di sè il ratafià di uva fragola. Come dicevo qui, in autunno ne sono stata 'sommersa' e ho dovuto veramente inventarmi di tutto per evitare che gli acini si deteriorassero al punto da non essere più commestibiie (l'ho addirittura essiccata, qui). Io la chiamo uva fragola, ma ha nomi anche molto più altisonanti come Isabella o Raisin de Cassis. Di ricette se ne trovano svariate in giro, io  avevo così tanta uva che ho lasciato buona parte degli acini a 'riposare' in ammollo nell'alcool insieme a varie spezie(seguendo i consigli di GialloZafferano)...per poter prendere tempo! Sì perchè il ratafià prevede due tempi di preparazione, il primo -più rapido- mi ha permesso di 'scordare' per un mese l'uva fragola e ripensarci in un secondo momento con la seconda parte della preparazione. La mia aromatizzazione preferita? quello con il cardamomo, da servirsi con ghiaccio freschissimo!!! Invece il liquore aromatizzato con cannella e chiodi di garofano può essere utilizzato anche leggermente scaldato per le fredde serate sotto la neve... Insomma fate delle prove se vi capita di trovare l'uva fragola e sicuramente troverete le spezie migliori per adattarsi alle esigenze del palato  vostro e di quello dei vostri amici!
Santé! : -)




domenica 19 ottobre 2014

Aglio ... da dispensa


Un pò per scherzo, un pò per sdebitarsi di un favore,  mesi fa un amicomi ha portato direttamente dal Trapanese una gigantesca treccia di aglio rosso di Nubia (se vi siete persi l'articolo su HonestCooking ecco il link) sapendo quanto lo adori. In ogni caso, per quanto abbia apprezzato il gesto e per quanto sia l'unico aglio che ormai entra nella mia cucina, una treccia è veramente gigantesca e, con il clima della mia regione, presto sarebbe andata incontro ad inevitabile rovina... Così ho pensato di provare a conservare gli spicchi in vaso, del resto l'estate è il periodo delle conserve no???
Ho girovagato un pò in rete e ho preso ottimi spunti per un paio di versioni di aglio in vasetto.


La prima ricetta è il cosiddetto Aglio Confit che ho tratto dal blog di Alex : la ricetta è molto semplice, l'aglio si trasforma in una crema delicata e dolce. Il suo utilizzo spazia in cucina potendolo utilizzare per la preparazione delle pietanze al posto di quello fresco o mischiato con altri ingredienti freschi da spalmare su tartine o bruschette. Di questa ricetta, a parte la semplicità di esecuzione, ho apprezzato il fatto che lo scarto sia zero, dal momento che l'olio di oliva utilizzato in gran quantità per la cottura degli spicchi alla fine possa essere imbottigliato e conservato come Olio aromatizzato all'Aglio (...Nigella lo usa da ogni parte, non vedo perchè io non possa fare altrettanto! ;-)  ) 

La seconda ricetta è invece quella di uno stuzzichino insolito altrettanto semplice, ovvero l'Aglio Sott'olio. Qui la fantasia di ognuno la fa da padrone potendo personalizzare la ricetta con aromatizzazioni pressochè infinite :- )


mercoledì 24 settembre 2014

Gelatina di uva fragola o americana (... e suo pie con farina di segale integrale)


Barcollo ma non mollo...nemmeno il blog! ;- ) Prima le ferie altrui mi hanno incastrata tenendomi lontana dalla cucina, poi le mie (meritatissime!!!), poi altre varie ed eventuali vicissitudini hanno assorbito inesorabilmente il mio poco tempo libero, così ora mi trovo la memoria dello smartphone piena di immagini e ricette non pubblicate che prima o poi dovrò riordinare e condividere con voi... Parto dal fondo, ovvero dall'uva fragola (o uva americana) il cui profumo porta la mia memoria alle fine estati della mia infanzia. Le piante son sempre le stesse (quelle della casa dei miei genitori) e il sapore non è cambiato affatto! Quando son finita per caso a dormire a casa dei miei qualche notte fa, mio padre un mattino mi ha dato il buongiorno con un cesto di uva fragola (ma lui la chiama rigorosamente americana, con gli occhi un pò sognanti...) e il mio cuore si è aperto. Ho pensato fosse doveroso 'celebrare' il momento perdendo qualche ora di sonno e passando la notte a produrre la gelatina :- )
Se vi capita tra le mani questo delizioso frutto, prendetevi del tempo e lasciatevi inebriare dall'aroma...che rimarrà intatto in dispensa nei vostri vasetti!
Poi ovviamente, dal momento che ne ho prodotta in gran quantità, ho deciso di usarla subito in questa crostata, che anni fa trovai su Donna Moderna, Questa volta ho provato a rendere più golosa la torta con l'aggiunta delle mele nella farcia  e della farina integrale di segale nell'impasto, esperimento riuscito (ma al link troverete la ricetta originale).

Buona favola a tutti!!!

domenica 15 giugno 2014

Dado da brodo granulare home made



Finalmente un attimo di tempo per il blog, oltre che per la cucina!
Sostanzialmente per errore, l'altra mattina la sorte mi ha regalato qualche ora  libera da impegni di qualsiasi tipo... complice la sveglia preimpostata troppo presto ho deciso di occupare questo tempo inaspettato dedicandomi a ripristinare le scorte di dado da brodo : -)
Come avrete notato qui e là per il blog, spesso tra gli ingredienti delle mie ricette lo cito spesso proprio perchè ormai in casa non ne entra dell'altro, all'insegna della genuinità e dell'autoproduzione. Lo faccio da tempo, in genere in grandi quantità, conservandolo in freezer (il sale contenuto evita cristallizzazione-congelamento). Una volta lo essiccai in forno proprio per evitare di occupare troppo spazio al fresco; opzione decisamente più interessante da tenere in dispensa per un pronto uso, ma classificabile come opera titanica, soprattutto nelle afose giornate di questo periodo... Questa volta ero ansiosa di mettere in azione il mio nuovissimo essiccatore che giaceva in garage ancora inscatolato ed avviluppato nel pacco della spedizione, che mi guardava mestamente 'Usami! Usami!' sembrava dicesse ...
Complice la pentola a pressione cuocere gli ingredienti è stato un attimo!
Questa volta l'ho preparato in versione verdure e pollo, ma potete usare ad esempio soltanto le verdure o modificare il tipo di carne oppure aromatizzarlo ai funghi o a vostro piacere con spezie varie... Inutile dire che potrete avere il controllo su qualunque materia prima a differenza dei comuni dadi da brodo che si trovano in commercio. Inoltre potendo controllare la quantità e qualità dei grassi (grassi? potete farlo light quanto volete!!!) oltre che quella del sale diventa un fido alleato anche di chi è a dieta!


lunedì 6 gennaio 2014

Burro d'arachidi home made, come riciclare le arachidi delle feste


Sono ufficialmente finite le feste (sigh!) e come ogni anno mi trovo a dover gestire una gran quantità di avanzi...questa volta mi è andata bene e non ho avuto molti panettoni da reinventare, anche perchè girando voce tra i conoscenti ed amici che i panettoni me li faccio in casa con il lievito madre e quintali di pazienza nessuno si è azzardato a regalarne uno ;-) In compenso, di arachidi in guscio me ne son avanzate come non mai!
Ecco come sono riuscita a 'riciclarle' senza grossa fatica.
La prima idea che mi è balzata in mente, ovviamente, è stato il burro di arachidi, per cui servono meno di 15 minuti. Adoro il burro di arachidi, ma purtroppo, oltre ad aver finito la riserva presa in U.S.A. nel corso dell'ultimo viaggio, è decisamente raro riuscirlo a trovare qui nei supermercati.
Su vari siti americani di cucina ho letto di sgusciare e quindi tostare le arachidi in forno, così ho fatto, ma non credo che evitando il passaggio di tostatura si ottenga un risultato dissimile.
Ovviamente se vi piace 'smooth' impiegherete qualche minuto in più di mixer, in caso lo vogliate 'crunchy' evitate di tritare eccessivamente le arachidi oppure potete fare un aggiunta di una parte macinata a grana grossa alla crema liscia. Senza dubbio potete personalizzare il burro d'arachidi come più vi piace, ad esempio aggiungendo gocce di cioccolato oppure aromatizzazioni varie.
Non so dirvi quanto si conservi, direi poco perchè son troppo golosa!!! :-)


domenica 5 gennaio 2014

Cachi acerbi all'Arneis



Partiamo dal fondo: sapevo che sarebbe andata  a finire così! Mi riferisco ai cachi del vicino di casa, lasciati come ogni anno a marcire sull'albero giorno dopo giorno, gelata dopo gelata...Lo sapete odio sprecare il cibo e osservare che nessuno raccoglie dei frutti così 'bio' mi amareggia...


Ma quest'anno una piccola 'vittoria' c'è stata, sì, perchè ne son riuscita  a salvare alcuni! Giuro non ho rubato nulla, so bene che solo i frutti che cadono nella mia proprietà possono essere presi...già ma i cachi devono essere raccolti e lasciati maturare e se cadono spontaneamente dalla pianta, significa che non son più tanto mangiabili, direte giustamente! è vero, infatti sono caduti per sbaglio quando (totalmente fuori stagione) i vicini hanno finalmente deciso di 'potare' le fronde che rigogliosissime passavano dal nostro lato. Bhèeeee ragazzi a questo punto i frutti avevano toccato terra, per cui miei a tutti gli effetti :-) Cachi sodissimi, appena screziati di arancio, assolutamente acerbi, ma occorreva dare un senso alla loro esistenza! Così ho girato un po' in rete e ho trovato varie ricette con preparazioni più o meno laboriose e complesse per la loro conservazione in vasetto. Ovviamente questa é la mia ricetta per i cachi sott'olio, semplice e rapida, da dispensa, per accompagnare formaggi di media stagionatura.
Assolutamente da idea regalo natalizia! :-)


Con questa idea regalo partecipo al contest del blog La mia Cucina improvvisata


martedì 3 settembre 2013

Chutney indo-piemontese (ovvero quando ramassin e brignun incontrano il panch phoron)



Ragazzi come mai il rientro dalle ferie è sempre più drammatico man mano che passano gli anni??? Ieri è stata una giornata i-n-t-e-r-m-i-n-a-b-i-l-e, mi son trascinata in modo scarsamente proficuo da un posto all'altro ringhiando contro tutti quelli che entravano in un raggio inferiore al metro e mezzo dal mio baricentro...oggi chiederò perdono cospargendomi il capo di cenere! Per rientrare un po' nella quotidianità ho riordinato questa ricettina preparata in fretta e furia il giorno prima della partenza, per evitare di sprecare irrimediabilmente tutti i ramassin e i brignun che i miei genitori mi avevano donato. Per i non-Piemontesi i ramassin sono il modo in cui familiarmente chiamiamo il 'susino damaschino' tipico della zona del saluzzese, pare arrivi anticamente dalla Siria ed ogni famiglia ne ha almeno una pianta dalle mie parti. Il fatto che si raccolga direttamente da terra, una volta che molto maturo cade dall'albero, fa sì che sia rapidamente deperibile e rapidamente occorra consumarlo o affrettarsi a conservarlo in qualche modo. Brignun invece è un termine dialettale per indicare la susina, pare che sia un termine condiviso con i vicini Liguri e che l'albero del pruno compaia sullo stemma araldico della famiglia dei Brignole-Sale (quante cose si imparano!) Ovviamente prodotti bio, macché bio, direi 'wild' e del territorio che ho deciso, nella mia vena 'fusion' di sposare con un mix di spezie tipicamente indiano (e bengalese) il panch phoron (o panch puran). Detto anche 'le 5 spezie indiane' questo è un preparato composto da quantità di pari peso di 5 spezie non triturate ovvero la nigella sativa, il fieno greco, il finocchio, il cumino e la senape. Si utilizza così com'è in aggiunta alle carni o nei curry vegetariani, oppure dopo una rapida frittura in olio per sprigionare tutti i sapori dei vari componenti. È difficile trovarlo in commercio già preparato, ma potete prepararne un barattolino pronto all'uso semplicemente pesando ogni spezia e mescolando, nulla di più facile!
Vabbè dai, parlare di cibo mi ha dato un po' di sprint...buon rientro a tutti!!!



venerdì 28 giugno 2013

Gelatina di Dolcetto di Dogliani (per formaggi stagionati)


Tutto nasce da un discorso percepito di sfuggita per pura casualità.
'Guarda, buonissimo, confezionano certi prodottini che son praticamente come fatti in casa!' dice piena di entusiasmo la prima persona.
'C'è da chiedersi perché non farseli direttamente in casa a questo punto!!!' osserva la seconda.
Il ragionamento non fa una grinza e mi ruba involontariamente un sorriso, non volevo origliare e mi spiace di aver sentito, ma è stato più forte di me! :-) Io son d'accordissimo con l'individuo numero 2, certo alle volte il tempo stringe, ma vuoi mettere la soddisfazione di preparare qualcosa con le proprie mani? e scegliere le materie prime? Bhè, tempo fa mi regalarono una gelatina di Dolcetto per accompagnare i formaggi, deliziosa...sono andata a cercare l'etichetta per capire cosa ci fosse dentro...tre soli ingredienti: vino, zucchero, pectina...Facile! :-) Ma soprattutto è un'idea sfiziosa per un pensiero agli amici da tenere in dispensa, nonché un delizioso modo per non buttare la classica mezza bottiglia di rosso che rimane in tavola alla fine di certe cene in compagnia...
In attesa di comprare la pectina pura, ho usato un Fruttapec 3:1 con ottimi risultati! Alle volte è proprio meglio far da sè! ; -)


mercoledì 29 maggio 2013

Carote sott'olio con tè marocchino alla menta


Tempo fa, mentre ero intenta a pulire e grattugiare carote per il pranzo (maledicendo il fatto di averne comprate troppe come al solito!), mi si è accesa la lampadina 'e se le mettessi in barattolo?' Uhm bhó... Raschia che ti raschia intanto le rotelline giravano sempre più rapide, sempre più oliate dalla creatività (o follia?!) e io stavo in automatico già smettendo di grattugiare e iniziando a tagliare a tocchetti :-) Mezz'ora dopo mio marito, entrando in cucina dove ormai gli effluvi della menta la facevano da padrone, pensava mi stessi facendo dei suffumigi sulla pentola per liberare il naso...invece no! Stavo preparandomi alla conservazione delle carote in esubero in modo decisamente 'nuovo' ;-) 
Il tè in Marocco affascina i sensi, inebriandoli di dolcissime note di menta dissetante. La prima cosa che pensai sorseggiandolo bollente dal suo bicchierino in vetro, sui tetti del mercato vecchio di Marrakesh fu che la menta era 'più menta' che in Italia...il giorno dopo mi intrufolavo nelle viuzze del souq in cerca di menta essiccata da portare in Italia, inevitabilmente! :-) Il tè utilizzato nella preparazione classica (faccenda da uomini tra l'altro in origine) è quello verde, facendo i pistini la varietà gunpowder. Io ho usato un oolong gunpowder preso in quel punto di incrocio culturale che è il Triangolo d'oro (tra Thailandia, Cambogia, Laos). Si tratta di una varietá un pò di nicchia, a quanto pare un pò laboriosa nella sua preparazione, ma sempre a quanto pare, ricca di benefici (io vi lascio il link a pagine molto più esaustive relativamente alla varietà gunpowder e oolong).  Tornando invece al tè marocchino che è un infuso di foglie oltre che di tè, appunto, anche di menta e zucchero in quantità stratosferiche, bhe ovviamente qui è d'ispirazione, ma non ho fatto nè sciacqui di foglie nè ho pensato di 'ossigenarlo' come in genere é rito fare (Moroccan tea culture). Dato che alla fine il risultato, nella sua iniziale stranezza, é stato decisamente gustoso e molto fresco come sapore, io ve lo consiglio ;-) Comunque chissà se anche voi troverete fonte d'ispirazione, se lo provate ovviamente non vedo l'ora di sapere la vostra opinione!!!


Così dopo la Masala chai panna cotta, ho deciso di partecipare anche con questa ricetta (salata in questo caso) al contest 'Cosa cuciniamo oggi? Un piatto di ...tè' dei blog Cucinando con Paola e Semi di Vaniglia.



domenica 3 febbraio 2013

Confettura di kiwi e mele al cardamomo... al micro!


Se vi state chiedendo 'Ma come diamine ti vengono in mente certi accostamenti?' come fa mio marito, bhè la risposta è semplice: il cibo non si butta mai! Nemmeno se in questi mesi i parenti mi han riempito la casa di kiwi pur sapendo che non li gradiamo particolarmente...Dal momento che stavano maturando sempre più diventando ai limiti dell'utilizzabile e anche le mele stavano andando incontro ad avvizzimento da non uso, Bhe ho fatto 2+2: le mele sono in fondo pectina per sodare qualsiasi frutto!
L'esperimento è stato doppio. Al di là dell'utilizzo del cardamomo, il vero punto di svolta è stato l'utilizzo del microonde...oltre alla rapidità di esecuzione un sacco di stoviglie in meno da sporcare!!!! Sicuramente ci riproverò con altra frutta, magari in estate!