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venerdì 7 ottobre 2016

Erbaccia a chi??! Portulaca (porcellana) all'agro


Si avvicina il momento di cambiare casa e cucina...Quest'estate abbiamo 'campeggiato' in quello che sarà il nostro giardino, cercando di iniziare a capirne le 'necessità' (...e già come ogni delizia che si rispetti, anche questa ha la sua 'croce'...). Mentre sotto il sole strappavo erbacce in quelle che dovevano essere delle aiuole, mi sono imbattuta in una gran quantità di piante di dimensioni variabili verdissime e carnose...Dal momento che non ho propriamente il pollice verde, per evitare di estirpare fiori o altre piante decorative, ho fatto qualche ricerca online e ho trovato il nome del mio infestante: portulaca oleracea.
Non solo sono riuscita ad imparare un nome nuovo, ma anche a conoscere un nuovo tipo di erba spontanea commestibile!Per timore di sbagliare, ho seguito il consiglio di aspettare la fioritura: la portulaca ha piccoli fiori gialli. Quando ho iniziato ad intravedere le piccole gemme di fiore giallissimo ho smesso di gettare la pianta in malo modo tra le altre erbacce nel saccone degli sfalci e ho iniziato a deporla con cura in un sacchetto per gestirla poi in un secondo momento in cucina.

Vi lascio qui sotto dei link per maggior informazioni sulle proprietà nutritive della portulaca.

venerdì 22 gennaio 2016

Chips di zucchina (anche in versione light-Dukan)


Da un po' di tempo non pubblico (e non cucino!) qualche ricetta sana...saranno le feste, sarà il freddo che mi fa preferire cibi caldi e corposi (meglio se cremosi, caldi, unti, dolci...in poche parole ipercalorici! ; -) ) … mi sento quasi in colpa… Per espiare i miei peccati di gola, provvedo ad inserire questa facile ricetta per delle chips alternative a base di zucchina. Visto che mi sento in colpa tanto tanto, oltre alla versione normale inserisco anche la versione Dukan-like ovvero senza olio utile per chi è in fase di crociera.
Invece delle patatine fritte, se vien voglia di avere sotto mano qualche snack croccante sono una sana alternativa!

mercoledì 7 ottobre 2015

Spiedini vegani



Tempo di ultime grigliate, sob!
Prima di ritirare definitivamente la griglia o il BBQ (come nel mio caso) provate ancora questi spiedini. Alcune volte, soprattutto se si parla di grigliate tra amici dove girano chili di carne, penso che sia deludente per chi ha scelto di essere vegetariano/vegano il sedersi a tavola con di fronte un piatto di anonoma insalata verde o le solite patate al cartoccio o ancora le celeberrime verdure grigliate...Su un malconcio libro di cucina (lo avevo così sommerso di altri volumi e riviste che avevo dimenticato di possederlo!) ho trovato lo spunto per questi spiedini privi di derivati animali.
E nessuno, nemmeno i più carnivori, disdegnerà un assaggio! : -)

sabato 5 settembre 2015

Peperoni (di Carmagnola) in vaso no stress


La fine delle mie ferie da qualche anno coincide con la Sagra del Peperone di Carmagnola, ormai è diventato un appuntamento fisso! Così anche quest'anno approvvigionamento fatto! lo scorso anno avevo messo in barattolo un bel pò di peperoni utilizzando una ricetta (trovato dove? consigliata da chi? bho...) molto rapida e semplice, due caratteristiche che l'avevano fatta balzare ai posti della mia personale classifica di 'ricetta da segnarsi'. Ho cercato in ogni angolo della cucina (e non solo) dove potevo averla messa, infine l'ho rinvenuta bel appallottolata segnata come mio solito su carta da recupero e mi son ricordata a questo punto di averla anche 'lavata' in lavatrice con gli indumenti in cui l'avevo distrattamente infilata (per non perderla ovviamente...) 

...documentiamo il mio 'ordine'...
La maggior parte dei miei esperimenti in cucina infatti finisce così: appuntati su fogli di carta a caso, compressi nelle tasche alla rinfusa, nella frenesia di non perdere nulla e di riuscire a farsi bastare le 24 ore in dotazione nella giornata standard, ed irrimediabilmente smarriti nei meandri degli armadi oppure definitivamente lavati in lavatrice... Motivo per cui la maggior parte dei miei esperimenti in cucina rimane UNICO ed irripetibile, purtroppo....Mi sarebbe parecchio spiaciuto perdere questa ricetta perché è veramente di una semplicità estrema, velocissima e permette di ottenere un golosi risultato con infimo sforzo e pochissimo tempo. Ecco a voi (ed ecco mamma che me l'hai chiesto!) il modo più rapido in assoluto di invasare i peperoni senza stress!  : -)

domenica 14 dicembre 2014

Sformatini di zucca al Gruyere


Questa ricetta la devo segnare subito qui per non dimenticarla in futuro. E' buonissima, facilissima e velocissima e soprattutto con minimo sforzo si ottiene un risultato eccezionale.
Avendo poi ottenuto il prestigioso 'pollice su' di mio marito è garanzia di golosità : -)
Si tratta per me di una ricetta di 'recupero', infatti sotto Halloween avevo stoccato in freezer della zucca cruda a cubetti in attesa di farmi venire in mente un'idea alternativa alla classica crema/zuppa...ed eccola qui! : -)

Con questa ricetta (per il rotto della cuffia!) partecipo al contest

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giovedì 27 febbraio 2014

Patate Anna bicolore


Ricetta della serie 'le cose semplici alla volte rimangono le migliori'.
Tutto parte dalla mia incontenibile curiosità; ero a zonzo tra le bancarelle (cosa rara per cui ancora più degna di nota!) e mi capitano gli occhi e (a ruota) le mani su delle piccole patate dalla buccia viola intenso... ne avevo sentito parlare, ne avevo letto, ma non ne avevo mai avuto per le mani una reale...Da ingorda quale sono mi affrettai a comprarne mezzo chilo in un sol colpo, poi il viola è il mio colore preferito per cui mi vedevo già dipingere ogni pietanza di quel magnifico colore...
Le patate Vitelotte, che emozione, eccole tra le mie mani!!!
Poi come al solito davanti alle mie idee di gloria con le patate viola ('domani farò...' 'dopodomani non c'è storia preparerò...' questo weekend cascasse il mondo cucinerò...' ecc ecc...) passarono i giorni, gli impegni, il lavoro, i contrattempi, le settimane insomma finirono mestamente in garage. Mi accorsi che stavano ufficialmente per abbandonarmi in extremis, per cui corsi ai ripari con una ricetta tutt'altro che elaborata o innovativa o chissà che: le patate Anna, o meglio le Pomme de terre Anna. Diamo subito la giusta paternità, non italiana bensì francese.
Chi era Anna? Anna Deslions era una cortigiana del Secondo Impero, siamo nel 1870 o giù di lì, e lo chef Adolphe Dugléré (del Cafè des Anglais di Parigi) fu così colpito dalla sua bellezza da dedicarle un piatto, semplice ma voluttuoso.
Al di là della romantica ed affascinante storia, questa è una ricetta molto molto semplice in partenza che poi nel tempo è stata arricchita a volte di panna, a volte di spezie, a volte di formaggi vari, ma la base sono esclusivamente patate e burro (...avevo detto che è un piatto voluttuoso!!!)


Pur sapendo che le patate viola non rendono bene come quelle a pasta gialla nella cottura al forno, dato che ne avevo in abbondanza e tutte pronte a germogliarmi sotto il naso, ho voluto sperimentare ( ....à la guerre comme à la guerre... tanto per rimanere 'francofoni') e ci son riuscita!!!
Un tocco di colore in più quindi per un piatto classico..e con i classici non si sbaglia mai!!! :-)

Con questa ricetta partecipo al contest di La stufa economica

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domenica 29 settembre 2013

Crema d'acciuga su cavolo cappuccio, un'idea dalla prima edizione di Lo Chef è una Star


Già qualificarmi tra i 3 finalisti della gara ai fornelli Lo Chef è una Star è stata una sorpresa, ma arrivare seconda cucinando di fronte al pubblico, in una cucina non mia, valutata da una giuria è stato veramente emozionante! Aspettavo la sera del 28 settembre con trepidazione, un misto di ansia e di curiosità via via crescenti con il passare delle ore, ed ecco che il gran giorno è arrivato! Oglianico, arrivo!!! Di fronte ad un cuoco professionista, un pasticcere di livello, una stylist ed una 'collega' foodblogger (Laura di Pentole di cristallo) ce l'abbiamo messa veramente tutta per tirare fuori il meglio di noi stessi in un clima cameratesco ed amichevole distante anni luce dalle televisive sfide tra appassionati di cucina. Di questa bella esperienza (oltre a molte fotografie mosse perchè eravamo in perpetuo saltellare davanti ai fornelli!) rimarranno indubbiamente il piacere di aver conosciuto degli altri appassionati di cucina come me, ma anche uno spunto per una versione 'elegante' di un classico della cucina Piemontese, ovvero l'insalata di cavolo cappuccio e bagnacauda.
In una delle prove abbiamo infatti dovuto ripetere pari pari la ricetta che lo chef Randisi (Ristorante Antica Locanda dell'Orco) aveva ideato per la serata, ovvero una millefoglie i cui strati alternati erano composti da fettine di filetto di vitellone alla piastra, cavolo spadellato nel fondo della suddetta carne e crema all'acciuga (per amanti dell'umami -ne abbiamo parlato qui, ricordate?- anche se qualcuno può storcere il naso...). Bhè perchè non 'portare a casa' quella che a mio avviso è stata la parte migliore, ovvero la crema all'acciuga? ; -) Si tratta di una sorta di evoluzione chic della bagna cauda che diventa molto delicata, cremosa e ben strutturata. Certo la bagna cauda è tutta un'altra cosa, sia perchè i puristi usano solo olio, mai panna e soprattutto perchè la quantità procapite di aglio si attesterebbe su una testa (sì, non spicchio, proprio testa!) a persona.
A meno che non vogliate tenere i vampiri lontani e non siate degli stomaci forti disposti a tutto pur di non tradire la tradizione, provate questa delicata crema e non ve ne pentirete!!! : -)


mercoledì 14 agosto 2013

Tagliata al Barbera e patate imbottite per un BBQ diverso dal solito


Dopo due anni che il favoloso BBQ a gas giaceva intonso in garage ci siamo messi finalmente all'opera! Ebbene sì ce l'abbiamo fatta! : -) Forse ha ragione mio marito quando dice che non riesco mai a 'giocare facile' e devo sempre complicarmi la vita, però vi posso assicurare che, nonostante non siano le solite ali di pollo o costine alla griglia, questo piatto unico è davvero succulento!!! E poi dai, diciamocelo, il BBQ è in genere prerogativa dell'uomo, o meglio quando si parla di 'grigliata' agli uomini brillano gli occhi e son pronti a diventare per qualche ora dei 'fuochisti' armati di forchettone manco volessero emulare Satana con un tridente in mano...bha sarà qualcosa di atavicamente intrinseco ai loro geni, per carità...del resto non verrebbe mai in mente a nessuno di distoglierli da tale compito (decisamente ingrato date le temperature esterne) non tanto per lasciarli 'giocare' un pò, quanto per non dover essere appiccicate ai fornelli una volta tanto ; -) Però devo dire che l'idea di lasciar giocare mio marito solo con il BBQ nuovo mi infastidiva parecchio, anche io volevo giocare, uffa!!! (quotidianamente fa capolino la mia sindrome da Peter Pan...)  Così mi sono 'inventata' qualcosa per partecipare e ve lo lascio: quest'anno infatti ho dovuto anticipare la mia grigliata di 'Ferragosto', dal momento che propria a Ferragosto (oibò!) lavoro, però spero che possa essere di ispirazione per qualcuno che alla faccia mia potrà sollazzarsi per bene e -perchè no?- magari stupire gli amici con qualcosa di nuovo ; -)
I tempi e le temperature sono riferite al mio BBQ, un Weber a 3 bruciatori, per cui dovrete ovviamente 'tararli' sul vostro.
Buon Ferragosto !!!!


PS: scusate le foto...ma volete mettere che appetito avevo di fronte a cotanto ben di Dio??? ; -)

mercoledì 29 maggio 2013

Carote sott'olio con tè marocchino alla menta


Tempo fa, mentre ero intenta a pulire e grattugiare carote per il pranzo (maledicendo il fatto di averne comprate troppe come al solito!), mi si è accesa la lampadina 'e se le mettessi in barattolo?' Uhm bhó... Raschia che ti raschia intanto le rotelline giravano sempre più rapide, sempre più oliate dalla creatività (o follia?!) e io stavo in automatico già smettendo di grattugiare e iniziando a tagliare a tocchetti :-) Mezz'ora dopo mio marito, entrando in cucina dove ormai gli effluvi della menta la facevano da padrone, pensava mi stessi facendo dei suffumigi sulla pentola per liberare il naso...invece no! Stavo preparandomi alla conservazione delle carote in esubero in modo decisamente 'nuovo' ;-) 
Il tè in Marocco affascina i sensi, inebriandoli di dolcissime note di menta dissetante. La prima cosa che pensai sorseggiandolo bollente dal suo bicchierino in vetro, sui tetti del mercato vecchio di Marrakesh fu che la menta era 'più menta' che in Italia...il giorno dopo mi intrufolavo nelle viuzze del souq in cerca di menta essiccata da portare in Italia, inevitabilmente! :-) Il tè utilizzato nella preparazione classica (faccenda da uomini tra l'altro in origine) è quello verde, facendo i pistini la varietà gunpowder. Io ho usato un oolong gunpowder preso in quel punto di incrocio culturale che è il Triangolo d'oro (tra Thailandia, Cambogia, Laos). Si tratta di una varietá un pò di nicchia, a quanto pare un pò laboriosa nella sua preparazione, ma sempre a quanto pare, ricca di benefici (io vi lascio il link a pagine molto più esaustive relativamente alla varietà gunpowder e oolong).  Tornando invece al tè marocchino che è un infuso di foglie oltre che di tè, appunto, anche di menta e zucchero in quantità stratosferiche, bhe ovviamente qui è d'ispirazione, ma non ho fatto nè sciacqui di foglie nè ho pensato di 'ossigenarlo' come in genere é rito fare (Moroccan tea culture). Dato che alla fine il risultato, nella sua iniziale stranezza, é stato decisamente gustoso e molto fresco come sapore, io ve lo consiglio ;-) Comunque chissà se anche voi troverete fonte d'ispirazione, se lo provate ovviamente non vedo l'ora di sapere la vostra opinione!!!


Così dopo la Masala chai panna cotta, ho deciso di partecipare anche con questa ricetta (salata in questo caso) al contest 'Cosa cuciniamo oggi? Un piatto di ...tè' dei blog Cucinando con Paola e Semi di Vaniglia.



martedì 7 maggio 2013

Coleslaw ... a modo mio


Morite dalla voglia di sapere che ne ho fatto dell'altro mezzo cavolo cappuccio che stazionava in frigo, lo sento! Non state nella pelle e non ci dormite la notte eh? ; -) Vabbè, anche se non vi interessano i miei recuperi sperimentali di cibo, ve ne rendo partecipi, sai mai che un giorno o l'altro vi possa tornare utile! : -) Dal momento che siamo solo in due a casa, sarebbe stato assurdo mangiare Sancrau per settimane (anzi surgelarlo per non farci venire la nausea e tirarlo fuori magari a Ferragosto, tipicamente 'estivo' quale è!), per cui con abile mossa, ho impiegato la restante parte per cimentarmi in una fresca insalata. Volevo passare a qualcosa di molto lontano dalla tradizione piemontese, anzi dall'Italia proprio...anzi andare proprio oltre oceano e provare a preparare una 'Coleslow' rapida con gli ingredienti che avevo in casa. Di ricette in rete se ne trovano a bizzeffe, gli americani tendono ad accostare a volte anche ingredienti che non son proprio sulle mie corde e ognuno ha un pò la sua ricetta preferita. In realtà, prima di iniziare, avevo ben presente in testa il sapore che volevo ottenere e la consistenza che doveva avere, ... in poche parole insomma volevo somigliasse all'insalata' di benvenuto' del Buffalo Grill. Vabbè ognuno ha i suoi bachi mentali e questo era uno dei miei bachi personale : -) Dico 'era' perchè il baco si è trasformato in farfalla, riuscendo in modo quasi inatteso ad arrivare ad una buona (anzi buonissima!!!) imitazione!

(io ho evitato cipolla e peperone per due ordini di motivi: innanzitutto perchè in quella coleslow a cui mi ispiravo non ve ne era traccia e poi per rendere molto più digeribile anche 'socialmente' il piatto!)


Questa insalata è stato azzeccato abbinamento del Tonno scottato all'amaretto e mandorla

martedì 30 aprile 2013

Sancrao o Sancrau, ricetta della nonna ( ... o quasi)


Il Sancrao o Sancrau è un piatto povero della tradizione piemontese, così tradizionale che a mia memoria è stato uno degli unici due modi in cui, fino alle scuole medie almeno, io sapessi si potesse mangiare il cavolo (l'altro modo è crudo in insalata con la bagna cauda, per la cronaca). Insomma talmente tipico che non mi è mai passato per la testa di cucinarlo...anche perché in genere ne vengo abbonamenti rifornita dalla mamma in modalità 'take away'...
Dal momento che però mi girava in frigo un cavolo cappuccio desideroso di far la sua parte, ho deciso di prendere il telefono e sentire il come/quanto in diretta dalla nonna. Bhè istruzioni ridotte all'osso 'prendi il cavolo, lo tagli, lo sbollenti, lo asciughi e lo passi in padella finché ti sembra cotto'...capisco che dopo 80 anni che una persona lo cucini lo faccia in automatico, ma essendo la mia prima volta l'ho sfiancata di domande stile interrogatorio (povera!). La nonna ha demolito due capisaldi della mia idea del Sancrao ovvero l'aceto e l'acciuga con le seguenti motivazioni:
'L'aceto, se vuoi, lo metti nel tuo piatto dopo che lo servi perché non a tutti piace e così può accompagnare pietanze diverse'...uhm democratica...
'C'è qualcuno che ci mette l'acciuga sì... Ma io non la digerisco per cui non l'ho mai messa!' ...uhm egocentrica...
Dal momento che uno dei miei obiettivi era di rifare i piatti della nonna così come li fa la nonna con i suoi sapori insomma, bhè mi son trovata in un bell'impiccio... Ho risolto salvando i 'principi' della ricetta senza snaturarla e aggiungendo almeno l'acciuga che, egocentricamente a mia volta, digerisco benissimo!!! : -)

giovedì 18 aprile 2013

Sformatini di broccoli in salsa al formaggio, ovvero stupire gli amici con ricette Dukan!


Non ci posso credere: mio marito (che odia notoriamente i broccoli) ha esclamato 'Buono!!!, cos'è?' E io non avevo il coraggio di dirgli 'broccoli' nè quello di dirgli 'in versione dieta Dukan'...poi ho vuotato il sacco e lui, tra la sorpresa di aver apprezzato i broccoli e la sorpresa di essere stato 'a dieta' per la durata di un piatto, ha detto ridendo 'certo che in questa dieta si mangia bene eh!?' :-)
Insomma veramente eccezionali su una tavola qualsiasi altroché dieta, e pensare che il mio esperimento era partito molto per caso e molto in sordina (della serie 'bhà cosa c'è in freezer?' e 'oddio solo broccoli, e lui cosa mangia?'). Per questo motivo le dosi sono un po' approssimative e le foto non un granché, vale peró la pena di rifarli (e di presentarveli) !!!

NB per 6 porzioni sono stati usati circa 3 tollerati (una sottiletta light, un cucchiaio di maizena, un cucchiaio di latte scremato)...fate i vostri conti, alla fine non è una grossa quantità se calcolata per singola porzione! :-)

mercoledì 13 marzo 2013

Cavolfiore in gratin con acciughe di chef Bruno Barbieri: alla scoperta dell'umami


Rullo di tamburi!!! quasi con devozione mi sono cimentata con una ricetta dello chef Bruno Barbieri, trovata su uno dei suoi libri (ovviamente regalatomi da mio marito che conosce bene la sua 'polla' e sa sempre far centro!) dal titolo Paste al forno e Gratin. Ho voluto iniziare 'giocando facile', diciamo così, dopo che la lettura degli altri tre libri (Tegami, Fuori dal Guscio, Polpette che passione) mi aveva lasciata parecchio affranta ... relativamente alle mie incapacità e al difficile reperimento di ingredienti non proprio 'comuni' (quantomeno non nel mio paesino!). Fermo restando che la mia cocciutaggine prima o poi mi porterà a cimentarmi anche in altre 'barbierane' imprese, son voluta partire da questa anche per la curiosità di rapportarmi con il cosiddetto quinto sapore, l'umami. In effetti, a posteriori mangiando il piatto, ho capito di che si tratta; io lo definirei quel 'qualcosa in più' che ci fa dire di una pietanza 'saporita' pur non essendo la semplice sapidità. Ovviamente non salgo in cattedra dal momento che non ho la preparazione dovuta e c'è chi in rete lo fa meglio di me, anzi se volete saperne di più (del resto cucinare è bello perchè sperimentando si impara) vi rimando a www.umami.it dove si parla solo ed esclusivamente di questo sapore.
Ovviamente questo piatto è 'studiato ad hoc' per esaltare l'umami e lo stesso chef Barbieri consiglia, per i palati meno 'pronti', a sostituire le acciughe con la bottarga ad esempio...ma un vero Piemontese 'pasteggia' per definizione ad acciughe, per cui che la sfida abbia inizio!!!! :-)

domenica 24 febbraio 2013

Finocchi alla Novarese

Le ricette tradizionali hanno svariati pregi, innanzitutto sono nella maggior parte dei casi 'tradizionalmente' legate ad un periodo dell'anno per cui seguono la stagionalità della terra e permettono di utilizzare al meglio prodotti 'freschi' e a km zero. In secondo luogo sono economiche, sia per quanto detto sopra, sia perché notoriamente la campagna non è stata mai 'ricca'. La ricetta è ispirata ad un grazioso libro di Laura Rangoni, quando ho messo sul tavolo gli ingredienti non ho potuto fare a meno di pensare che avevano l'aspetto di un dipinto, tipo una natura morta e non son riuscita a trattenermi dal metterci una cornice! :-)



giovedì 21 febbraio 2013

Flan di ciapinabò (leggasi topinambur) con pseudo-bagna cauda



Mon Dieu! devo avere l'orologio biologico sballato se sento ancora nell'aria i postumi di San Valentino !!! a parte gli scherzi, volevo mettere alla prova il mio nuovo acquisto (l'ennesimo stampo in silicone per la disperazione di mio marito hi hi!) e non essendoci riuscita in occasione della 'festa' appena passata, ho pensato di impegarlo per dare una nuova veste ad un piatto super tradizionale quale il flan di ciapinabò o tupinabò ovvero di topinambur. Ho tra l'altro scoperto testè che in italiano la traduzione corretta è elianto tuberoso, volete mettere che nome altisonante per un piatto tanto semplice? Potrebbe suonare come 'Tortino di elianto tuberoso', degno di un gran ristorante tzè! (accidenti credevo che Elianto fosse solo il nome di un romanzo di Benni, quante cose si imparano per caso!)
Comunque lo vogliate chiamare, il tupinambor è quella specie di patata bitorzoluta che in Piemonte diventa protagonista assoluto ogni ottobre alla Sagra del Ciapinabò di Carignano. L'abbinamento più classico in assoluto, quasi un binomio inscindibile, è con la bagna cauda (che in questa ricetta è stata volutamente alleggerita dell'aglio e addolcita dalla panna per i non avvezzi a tale 'prepotente' sapore!..insomma una 'pseudo bagna cauda')


domenica 17 febbraio 2013

Cenetta pronta in 20 minuti, per chi lavora fino all'ultimo anche a SanValentino!!!

 
Cucinare per la propria dolce metà è senza alcun dubbio il gesto d'amore più grande e immediato che si possa compiere ogni giorno e quindi San Valentino è in teoria il giorno dell'anno in cui in cucina occorrerebbe dare il meglio di sè (se non si opta per la seratina pseudo-romantica fuori casa in mezzo ad altre orde di coppie in cerca della seratina pseudo-romantica...) Va da sè che, nonostante uno ci metta tutto l'impegno e tutta la voglia di 'superarsi' in cucina quale manifestazione di affetto all'ennesima potenza, i casi della vita possono remare contro manco fossero i fratelli Abbagnale facendo saltare ogni più rosea previsione...Per cui o ci si è dedicati in anticipo, magari preparando unicamente un amorevole dolce, oppure occorre trovare una strategia alternativa. Da qui un'idea balzana: una cenetta sfiziosa nel minor tempo possibile e di una semplicità estrema, ovviamente il dolce e il vino lo porta la suddetta dolce metà ;-)
Nemmeno 20 minuti contando il tempo delle foto con l'Iphone per aprire con delle Palline di Robiolina di Alba in nocciola gentile (magari aggiungete anche il proverbiale pacchetto di arachidi salate e patatine nascosto in dispensa e con l'antipastino siete a posto), proseguire con una Crema di mais eventualmente da accompagnare con dei crostini e infine una Insalatina di valeriana, melograno e uova al succo d'arancia.
Spero di avervi dato degli spunti per risolvere la serata senza troppi grattacapi!

mercoledì 30 gennaio 2013

Cavoletti di Bruxelles in teglia con formaggio Maccagno


Come trasformare i cavoletti di Bruxelles (ortaggio che insieme ai suo cugini cavolfiore e broccolo mi piace molto) in qualcosa di appetibile anche a qualcuno che se può li evita come la peste bubbonica??? Vai di rotelline, gira e rigira nella testolina e alla fine ecco partorita una versione in teglia che non solo è piaciuta, ma è stata giudicata 'ripetibile'... Quale onore!
Io ho utilizzato il Maccagno (formaggio di montagna delle valli Biellesi), ma a posteriori credo che anche un buon Gorgonzola dolce ci possa stare bene 

giovedì 3 gennaio 2013

Flan di porri di Cervere



Ho aspettato a postare la ricetta di questi flan di porri di Cervere per il semplice motivo che li volevo prima 'testare' dal momento che li avevo surgelati prima della cottura. Tutto mantenuto anche dopo desurgelati: colore, forma e soprattutto il dolcissimo sapore!
Beati stampi di silicone, anche stavolta non han tradito le aspettative!


domenica 30 dicembre 2012

Duchesse bicolore

Ebbene sì, volevo usare ancora la sac à poche, quella usa e getta, moooolto televisiva! così mi son inventata queste 'duchesse' al forno per accompagnare un secondo al forno (cosa non si fa per risparmiare tempo e denaro, eh?), la Paletta biellese. Non le avevo mai preparate, soprattutto bicolore, ma son state di una semplicità estrema. Unico neo: le carote non hanno amido e son di difficile 'gestione', per cui occorre trovare strategie di compenso per poterle porzionare.

mercoledì 12 dicembre 2012

Tortini di porro 'dukaniani'



Mentre pasticciavo con i prodotti di stagione ho pensato di 'protalizzare' il Porro di Cervere, ovviamente per chi è nelle fasi in cui i vegetali son permessi! L'idea mi è venuta perchè spesso ci si riduce a dei cibi preconfezionati o take away o si ingolla qualcosa di concesso solo per riempire lo stomaco, invece questo tipo di regime si presta secondo me a piatti un pò più elaborati e facilmente proponibili (senza destare sospetto di dieta) ad altri commensali.
Il sesamo nero è tecnicamente un 'tollerato', ma essendo soprattutto decorativo può essere eliminato senza problemi