domenica 3 novembre 2013

Siu Mai classici


Siu Mai o Shao mai o Xiao mai o Shu Mai che dir si voglia avrete capito quale sarà la destinazione del mio prossimo viaggio  :-) Senza correre troppo lontano, li avrete sicuramente già incontrati in qualsiasi ristorante cinese, sono infatti i favolosi ravioli al vapore! Dopo aver guardato con entusiasmo senza pari documentari ad hoc sull'origine della pasta, partendo proprio dai noodles e dai ravioli della Cina, sono rimasta basita nell'apprendere che si contano circa 300 'forme' diverse di raviolo con almeno 100 differenti ripieni... bhè manco a dirlo che farò del mio meglio per assaggiarne il più possibile : -)  : -) L'involucro di questi ravioli può essere di due tipi, ovvero di riso o di grano; il primo dopo la cottura sarà traslucido (spesso più utilizzato per le versioni vegetali), il secondo bianco.
Sto cercando di 'imparare' alcune differenze tra i cosiddetti 'dumplings', ma al momento ne riconosco ben pochi. Al mio attivo conto Jiaozi (il corrispettivo dei Gyoza giapponesi, fatti con una pasta più 'spessa' e chiusi con i polpastrelli a mezzaluna, al vapore, fritti, brasati-in questo caso prendono il nome di Guotie...talora sinonimo Gow Gees), Har Gau (fatti con pastella traslucida e sottilissima), Siu Mai (spesso al vapore, si riconoscono perchè hanno la parte superiore 'aperta')... La versione a noi occidentali più nota di Siu Mai è indubbiamente quella con gamberi e maiale come ripieno.  L' 'interpretazione' giapponese contiene invece soltanto maiale e prevede una farcia decisamente più omogenea nella sua composizione rispetto all' 'originale' cinese.
Non è mia abitudine cucinare un piatto tipico se prima non l'ho provato direttamente sul posto, ma questa volta, oltre ad avere il piacere (enorme) di cucinare orientale, ero curiosa di sapere se l'esperimento di congelare in precedenza dei dischetti di pasta sarebbe andato a buon fine  In tal caso la pasta in freezer era quella dei gyoza giapponesi, che può essere usata per jiaozi e siu mai. Quello che posso dire, a test fatto, è che la conservazione in freezer darà un risultato ottimale se avrete due accortezze: 1) impilare i dischetti di pasta gli uni sugli altri, frapponendo un pezzo di carta forno per evitare che si incollino definitivamente tra loro, 2) avvolgerli per bene nella pellicola più sacchetto o metterli sottovuoto per evitare che si secchino (in particolare i loro bordi).
Tutto sta adesso a trovare la giusta manualità per fare dischetti sottilissimi con i polpastrelli e dare forma a dei fagottini dai contorni 'perfetti'... Bhe quella non l'ho ancora completamente trovata come potete vedere dalle immagini, ma il sapore quello sì! : -)
Uhm l'ho detto che sto cercando in quel di Shangai una 'cooking school' per apprendere la nobile arte dei lamian (ovvero dei noodles tirati a mano)? ; -) sarebbe fantastico trovare le vere origini dei nostri tagliolini, proprio da dove son nati e da dove Marco Polo ne importò l'idea : -)
Ni hao!!! ;-)

giovedì 31 ottobre 2013

Crostatine rustiche con crema di granchio Dukan friendly


Ricetta Dukan, ogni tanto ci vuole ragazzi. Poi soprattutto se si tratta di un giorno di proteine pure! Così ecco qui la combinazione di una base croccante e rustica (da reinventarsi in molti altri modi) e crostacei. Secondo me, se la proponete ad ignari invitati ad una cena, non coglieranno subito di essere inconsapevolmente 'a dieta'.
Rimango in attesa delle vostre prove! : -)

lunedì 28 ottobre 2013

Blacks vampires: mostruose bontà integrali!


Cari bambini che quest'anno vi attaccherete al citofono a con 'Dolcetto o scherzetto?' quest'anno troverete 'pane' per i vostri denti :-)
Il primo anno i 'mostriciattoli' ci sorpresero assolutamente impreparati, in centro Torino nessuno era mai venuto a bussarci mascherato, invece in periferia pare che questa tradizione non-italiana abbia fatto presa. Il secondo anno ce ne scordammo correndo subito ai ripari comprando dolcetti a caso ...le ronde qui durano quasi una settimana accidenti! Lo scorso anno optai per delle classiche caramelle e del banale cioccolato, ma quest'anno ho voluto dedicare un attimo a questi piccoli mostrini perfettamente mascherati e truccati, dedicando così un attimo anche alla 'piccola me' pasticciando con pasta e formine come se fossi tornata a giocare con la plastilina colorata : -)
Del resto, dopo il mio recente acquisto online di fari tipi di farine, volevo assolutamente sperimentare un mix 'scuro' a base di grano saraceno integrale, praticamente nero, ed altri ingredienti poco raffinati come lo zucchero grezzo. E perchè no? evitare i coloranti artificiali usando il nero di seppia! se pensate che lasci sapore 'ittico' bhè provate e vedrete che non è affatto così.
Hallowen 2013: divertente, buono e sano! Benvenuti mostriciattoli!!!


Con questa ricetta partecipo al contest di L'alveare delle delizie

HalloweenNight

giovedì 24 ottobre 2013

Focaccia morbida alle cipolle rosse: la ricetta di Bosco con lievito madre


Se Sara Papa mi ha 'iniziata' al lievito madre, son sicura che Renato Bosco con le sue focacce e pizze mi darà grandi soddisfazioni! Il testimone per i lievitati in tv credo sia passato in buone mani, leggendo in internet infatti scopro che quel ragazzone un pò ossessivo e serioso che, grazie a enormi bicipiti, impasta a mano le sue focacce è un supermegaesperto di panificazione, anzi è il Pizzaricercatore per eccellenza. Fantastico, ho un debole per i pignoli! : -) Le 'chicche' che elargisce impastando sono interessanti, per cui decido di seguirlo... ma al momento sta usando solo lievito di birra! qualche volta accenna al lievito madre, ma rimanda il discorso...Io lo so che anche di quello se ne intende, ma io non posso continuare a guardare le sue focacce rimanendo con le mani in mano... dal momento che se lui è pignolo, io sono a dir poco tignosa mi ficco in testa di fare una sua ricetta con il lievito madre in sostituzione, BANZAIIII!!! : -)
Io non credo che le nostre nonne (anzi la mia nonna me lo conferma), quando si accingevano a preparare il pane con il lievito madre, si mettessero al tavolino a fare equazioni di 3° grado per tirare fuori le proporzioni, più facilmente ne acchiappavano un pezzo a caso e lo gettavano nella farina senza tanti grattacapi. 
In teoria per trasformare la dose di lievito di birra di una ricetta in una dose di lievito madre occorrerebbe partendo dal peso di farina e liquidi della ricetta originale andare a sottrarre quelli del pezzo di lievito madre (in genere 2/3 e 1/3 della massa)... insomma avevo un pò di fretta (ma dai ???!!!) e mi son per caso imbattuta in questo prezioso tool per la prima volta.
Ho deciso di buttarmi ed utilizzarlo, lo trovo geniale per chi non ha voglia di far di conto :-)
Nel timore che potesse non funzionare o che il mio lievito non funzionasse (lo so dovrei smetterla, ma è più forte di me!) ho lievemente incrementato le dosi di pasta madre e liquidi rispetto a quanto il tool mi dicesse (invece di 80 gr PM ne ho usati 100 gr, invece di 250 gr liquidi ne ho usati 280 gr...)
Sicuramente se il Pizzaricercatore vedesse queste dosi temo potrebbe svenire o morire di crepacuore, ma pazienza! ('aveva solo da dare anche la ricetta con la PM, ecchediamine!')
Bhè non so se è stata la fortuna che aiuta gli audaci oppure una semplice questione di fortuna (diciamo così!) ma il prodotto finale è risultato eccezionale!!!
Grazie Renato, grazie Vito, grazie calcolatore automatico :-)



domenica 20 ottobre 2013

Crema di carote con salsa di soia, pronta in 15 minuti



Alla fine ho ceduto al freddo: oggi mi sono decisa a fare il cambio negli armadi...che momento triste infilare nelle scatole le t-shirt e le canotte che hanno colorato vari scatti delle fotografie delle vacanze per lasciare spazio a ingombranti maglioni e felpe... E il cambio stagionale nella scarpiera? più triste ancora perchè i tacchi alti/altissimi sono quanto di più scomodo per saltare le pozzanghere autunnali o mantenersi in equilibrio sul ghiaccio. Via non pensiamoci ancora!
Essendomi attardata tra scatole, scale e indumenti (e ricordi...) più del previsto ho dovuto chiedere alla fida pentola a pressione per risolvere in fretta la pratica 'pranzo leggero ma sfizioso' e anche questa volta non mi ha tradita! Anzi mi ha aiutato anche a colorare un pò la tavola di un solare arancione in men che non si dica, praticamente 15 minuti da quando ho iniziato a pulire le carote a quando ho scodellato la crema fumante : -)
Consigliatissima a chi ha nostalgia dell'estate, a chi ha fretta ma non vuole rinunciare ad un piatto dal calore avvolgente, a chi in cucina vuole stupire pur essendo negato, a chi (come me) adora i piatti di ispirazione fusion, a chi vuole esplorare il magico mondo della pentola a pressione, a chi vuole mangiare leggero ma con gusto ... insomma a tutti!!! 
Buon appetito


mercoledì 16 ottobre 2013

Bracioline di maiale ripiene di pistacchio



Mentre guardavo le braciole di maiale in frigo con aria perplessa (non lo compro spesso, ma stavolta avanzava da un BBQ ... per cui dovevo cucinarlo in qualche modo: non si spreca nulla!) mio marito intingeva beato il cucchiaino in una deliziosa crema di pistacchio presa in Sicilia, assolutamente indifferente al cerebrale arrovellarmi sulla gestione del 'porco'.... Uhm, pistacchio, ma perchè no? dall'isola siamo tornati con ogni forma di pistacchio in farina ed intero, in morbide creme,in golosi pesti, in profumati liquori e allora usiamolo!!! ; -) e poi aglio rosso e Marsala di ogni genere, quanto ben di Dio!!!
Così, quasi per caso, una braciola qualunque si è trasformata in un secondo decisamente appetitoso, molto lontano dalla 'rozzezza' della griglia e ben più adatta a palati fini ; -)



Con questa ricetta partecipo al contest di Incucinacongioia in collaborazione con AromaSicilia

lunedì 14 ottobre 2013

Plumcake soffice all'olio e mele, ricordando la ricerca


È così raro che io riesca trovare il tempo di preparare una coccola per la colazione, che in un anno potrei ricordare con precisione di dettagli tutte le volte che ci siamo seduti di fronte ad un prodotto da forno appena preparato per iniziare la giornata. Ieri è stato uno di questi giorni, che squillino le trombe! Come ogni anno l'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) ha distribuito in molte piazze italiane le mele per finanziare la ricerca, per cui è stato immediato il loro utilizzo in un classico della colazione: un sofficissimo plumcake alle mele. Ovviamente volevo sperimentare qualcosa di 'nuovo' per cui avevo già aperto il libro 'Golosi di salute' di Montersino per seguire in modo pedissequo la sua ricetta del plumcake all'olio EVO, ma poi come al solito ho personalizzato la cosa in divenire (scusi Meastro, mi fustigherò con un gambo di sedano...), cambiando alcuni ingredienti... bhò non saprò nemmeno questa volta il sapore del plumcake dello chef, però posso garantire sulla bontà e sulla duratura sofficità della mia versione!   : -)
In qualsiasi modo le vogliate consumare o cucinare, spero abbiate comprato le mele della ricerca....o quantomeno che ci facciate un pensierino per il prossimo anno!
Vi abbraccio
Logo AISM

mercoledì 9 ottobre 2013

Bottoncini al cacao, anche la colazione Dukan vuole la sua parte!


Mamma mia, quanto tempo è che non inserisco una ricetta per chi è a dieta ferrea??? troppo senza dubbio, ma una volta che in qualche modo se ne esce (... se ne esce mai ???) e si riprende a mangiare senza vincoli se non quelli del buon senso, ecco che tutto il percorso fatto diventa molto lontano. Dato che però non dimentico e soprattutto mi sento molto vicina a chi sta faticosamente camminando verso il traguardo, ecco che lascio qui un'idea golosa per colazione, per iniziare bene la giornata insomma. Con questa dose otterrete circa 15-20 biscottini, per cui credo che potrete essere soddisfatti non soltanto al momento della colazione, ma anche davanti alla tv... La loro consistenza è soffice, per cui potete immaginarveli anche a merenda, accoppiati due a due con una fresca crema densa (ad esempio quella usata nei Triangoli alla cannella e caffè). La fantasia non ha confini e nemmeno la golosità, alla faccia di ogni dieta!!!! : -)

sabato 5 ottobre 2013

Panini 'nuvola' con lievito madre


Il mio più grande cruccio è quello di non potervi far apprezzare la consistenza di questo pane, che è quasi impalpabile tanto è soffice, per questo l'ho soprannominato 'nuvola'.
Il lievito madre, come si sa, serve per dare al pane un aroma particolare, di altri tempi o, come dico io, 'di montagna' ... forse perchè mi ricorda le scampagnate da bambina quando la domenica con i genitori si montava in auto, si saliva a caso per una delle valli del Cuneese e quando si avvicinava l'ora di pranzo si passava regolarmente dal macellaio per il prosciutto -che era clamorosamente sempre il più buono del mondo!- e dal panettiere che affettava da grandi forme fette generose di pane casereccio. Il pane era sempre profumatissimo, l'acqua di fonte fresca e non c'era cibo migliore da consumare insieme, seduti su una coperta all'ombra... Il tutto fa molto 'Heidi, la ragazza delle Alpi', ma questa è un'altra storia! :-)
Il sapore di una volta che senza tanti sentimentalismi qualcuno (... mio marito...) definisce 'acido', l'alveolatura alle volte troppo fitta e la facilità con cui, se non si pongono troppe attenzioni in cottura, la crosta diventa dura e spessa mi stanno facendo sperimentare via via molti impasti e lievitazioni alternative. In particolare mi sono imbattuta nel blog Pan di Pane che mi ha offerto molti spunti per mettere alla prova il mio Vito.
Come è ovvio ognuno ha il proprio lievito (con la propria''personalità' e 'carattere') e la propria casa (con particolari temperature ed umidità ambientali) oltre al proprio forno, quindi penso che ogni ricetta in cui sia previsto lievito madre debba essere personalizzata.
Qui c'è pertanto la ricetta originale, mentre sotto la mia versione che qualcuno tra i detrattori del lievito madre (...sempre mio marito...) ha implorato di fare ogni settimana. Bhà, vedremo se sarà così bravo da meritare tanto! ;- )


Ingredienti 
Lievitino
100 gr di pasta madre appena rinfrescata
40 gr acqua

Impasto 
Lievitino 130 gr
3 gr lecitina di soia 
150 gr acqua
250 gr farina manitoba
80 gr farina 0
50 gr olio arachidi
40 gr zucchero
10 gr sale

Preparazione

Per il lievitino mescolare grossolanamente il lievito madre e l'acqua lasciando a riposo circa 3 ore. Si ottiene una base molto morbida con iniziali piccole bolle.

Passato questo tempo unire tutti gli ingredienti (eccetto il sale) in planetaria ed impastare, al termine aggiungere anche il suddetto sale. 
A questo punto potete spostare l'impasto su spianatoia infarinata lasciandolo 'puntare' ( circa 30 min) oppure, più lassamente, potete lasciarlo riposare direttamente nel boccale dell'impastatrice. In entrambi i casi coprire con pellicola.

Su spianatoia infarinata procedere con le piegature (ovvero disporre la pasta a formare un ipotetico rettangolo e piegare a libro, cioè a metà). Io ho proseguito a piegare ed allungare delicatamente l'impasto finché la sua consistenza me lo ha permesso, non ho contato le pieghe effettive, ma ne stimo almeno 6-8.

A questo punto, lasciar lievitare sempre coperto da pellicola fino al raddoppio. Io ho deciso per una lievitazione rallentata, ad una temperatura di circa 15 gradi il mio impasto ci è stato 7 ore circa (il mio personale riposo!)


Successivamente ho delicatamente spostato il tutto sulla spianatoia e porzionato in 12 pezzi a cui ho dato forma 'sferica' e disposto su carta forno direttamente sulla leccarda. Dopo averli coperti con pellicola unta d'olio, nuova lenta lievitazione ad analoga temperatura per altre 8 ore. Lievitando i panini si sono 'uniti'.
Cottura nella parte bassa del forno per 25 minuti a 180° statico con 'giro' di leccarda a metà per garantire cottura uniforme.


Appena sfornati ho spruzzato la loro superficie con acqua e messo sulla grata a raffreddare.


Ragazzi che bontà impalpabile!!! Già prevedo di farne una versione dolce :-)

domenica 29 settembre 2013

Crema d'acciuga su cavolo cappuccio, un'idea dalla prima edizione di Lo Chef è una Star


Già qualificarmi tra i 3 finalisti della gara ai fornelli Lo Chef è una Star è stata una sorpresa, ma arrivare seconda cucinando di fronte al pubblico, in una cucina non mia, valutata da una giuria è stato veramente emozionante! Aspettavo la sera del 28 settembre con trepidazione, un misto di ansia e di curiosità via via crescenti con il passare delle ore, ed ecco che il gran giorno è arrivato! Oglianico, arrivo!!! Di fronte ad un cuoco professionista, un pasticcere di livello, una stylist ed una 'collega' foodblogger (Laura di Pentole di cristallo) ce l'abbiamo messa veramente tutta per tirare fuori il meglio di noi stessi in un clima cameratesco ed amichevole distante anni luce dalle televisive sfide tra appassionati di cucina. Di questa bella esperienza (oltre a molte fotografie mosse perchè eravamo in perpetuo saltellare davanti ai fornelli!) rimarranno indubbiamente il piacere di aver conosciuto degli altri appassionati di cucina come me, ma anche uno spunto per una versione 'elegante' di un classico della cucina Piemontese, ovvero l'insalata di cavolo cappuccio e bagnacauda.
In una delle prove abbiamo infatti dovuto ripetere pari pari la ricetta che lo chef Randisi (Ristorante Antica Locanda dell'Orco) aveva ideato per la serata, ovvero una millefoglie i cui strati alternati erano composti da fettine di filetto di vitellone alla piastra, cavolo spadellato nel fondo della suddetta carne e crema all'acciuga (per amanti dell'umami -ne abbiamo parlato qui, ricordate?- anche se qualcuno può storcere il naso...). Bhè perchè non 'portare a casa' quella che a mio avviso è stata la parte migliore, ovvero la crema all'acciuga? ; -) Si tratta di una sorta di evoluzione chic della bagna cauda che diventa molto delicata, cremosa e ben strutturata. Certo la bagna cauda è tutta un'altra cosa, sia perchè i puristi usano solo olio, mai panna e soprattutto perchè la quantità procapite di aglio si attesterebbe su una testa (sì, non spicchio, proprio testa!) a persona.
A meno che non vogliate tenere i vampiri lontani e non siate degli stomaci forti disposti a tutto pur di non tradire la tradizione, provate questa delicata crema e non ve ne pentirete!!! : -)


mercoledì 18 settembre 2013

Penne integrali con ratatouille al BBQ


Da quando ho iniziato ad armeggiare con il BBQ a gas, con le sue temperature ed i suoi tempi anche a suon di fallimenti, oibò!, mi è venuta una gran voglia di provarlo con preparazioni e ricette non propriamente da BBQ... lo sapete, mi piace sperimentare e sperimentare sìssìsìsìsì ; -)
Così ecco questa pasta per grandi compagnie! Una pasta salutare (vegan) per aprire le danze mangerecce, mentre il BBQ si scalda per arrivare ad una buona temperatura per le carni o le verdure grigliate o per tostare il pane da bruschette, il tempo (e l'energia) non si sprecano cuocendo le verdure. E poi questo è un periodo in cui le verdure la fanno da padrone, senza dimenticare che ogni scusa è buona per usare lo splendido peperone IGP di Carmagnola! : -) Le foto non rendono giustizia, ma capirete che star dietro al barbeque e a tutta la brigata di mangiatori non lasciano grande spazio all'immortalare il momento!
Non demoralizzatevi se non avete il BBQ, portando il forno alle stesse temperature potete tranquillamente prepararla in cucina.
Buona, sana e gustosissima! Come diceva qualcuno 'provare per credere'! :  -)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di 'Oggi pane e salame, domani...'

domenica 15 settembre 2013

Focaccia 'pugliese' con patata e lievito madre (versione di Sara Papa e la mia!)


versione mia
Le virgolette sono doverose, dato che io pugliese non sono! Da un pò di tempo stavo però cercando una risposta valida a Simona, a cui tempo fa avevo 'spacciato' il mio Vito. Mentre io ero spaparanzata in ferie lei si metteva alla prova con il fratellino del mio lievito madre, Giuliano, documentandomi con foto i suoi strabilianti successi (avevo detto che era semplice!!!). Era rimasta però 'in sospeso' una questione sulla focaccia pugliese e sul suo livello di lievitazione..bhè visto che non l'avevo mai provata a fare, ma mi incuriosiva capire quali potevano essere i problemi eventuali (e la loro soluzione, benintesi!) ho deciso di provare quella dell'affidabile panificatrice Sara Papa. La prima volta ho seguito il procedimento alla lettera, parola per parola, ottenendo una focaccia saporita, ma 'bassa'...in pratica il problema che inizialmente aveva incontrato la mia 'collega' di lievito...Pare che la focaccia barese però non sia molto alta, ma la pugliese sì... Allora, dal momento che sono testarda come un mulo, ho fatto a modo mio allungando estremamente i tempi di lievitazione portandoli alla temperatura bassa del frigorifero.
Risultato da applauso, per cui riporto qui i tempi usati (almeno la potrò ripetere identica la prossima volta!)
Vi lascio comunque la ricetta originale, cosicchè anche voi potrete fare le vostre valutazioni.

versione mia

giovedì 12 settembre 2013

Crostata nettarine-cioccolato-amaretti senza cottura


Ovvero nettarine no problem, idee per l'esubero. Già perché la fine dell'estate coincide con il dover avere a che fare con quantità importanti di pesche molto mature prima che irrimediabilmente diventino immangiabili. E confermo e sottoscrivo senza dubbio alcuno quello che sostiene mia madre, ovvero che sono di una delicatezza estrema 'Diventano da mature a marce nel tempo di un battito di ciglia'. Amen. Così, da che io mi ricordi, tutta l'estate, ed in particolar modo i suoi sgoccioli, diventano una corsa per evitare lo spreco. Non so perché, ma da quasi 40 anni, i profumi in cucina sono di pesche cotte, amaretti e cioccolato/cacao. Le si trova in scodella a fine pasto, in dispensa nei barattoli, in freezer nei sacchetti e pure in forno sotto forma dei 'celeberrimi' persi pien (ossia pesche ripiene...ma se avete la fortuna di assaggiare quelle cotte in forno a legna, tutte le altre versioni casalinghe e non saranno deprimenti...) Questa ricetta molto molto semplice è un guizzo (riuscito) di creatività tardo estiva; ho destrutturato un classico e quindi lo ho 'ristrutturato' :-)
Fatemi sapere se decidete di anche voi di innovare la tradizione!!!


lunedì 9 settembre 2013

Crostata di riso ed erbette con formaggio Magnocca


E alla fine c'è l'ho fatta!!! Son riuscita a trovare un modo diverso di presentare la classica 'torta di riso' che ha accompagnato tante estati della mia infanzia! Penso sia un'idea originale anche per le scampagnate fuori porta, dai in fondo è ancora estate! La cosa buffa è che questo piatto per me carico di ricordi non é mai piaciuto a mio marito, per cui non mi ero mai azzardata a prepararlo : -) A me ricorda la nonna che ne preparava teglie così grandi che avrebbero potuto sfamare un intero reggimento di alpini, la parte che mi piaceva di più era la crosticina croccante sopra non appena veniva sfornata! Credo sia un piatto che il Piemonte ha in qualche modo adottato dalla vicina Liguria (non c'era anche la celebre battuta di Balbontin e Ceccon a citarla ?!) dove viene preparata sia  'nuda' che avvolta in pasta matta o sfoglia ... Bhè quella dei miei ricordi è priva di 'base', ma in questa mia rivisitazione, partendo dagli stessi semplici ingredienti, ho voluto ricreare l'idea del guscio. Il marito questa volta ha apprezzato : -)
Per amore di precisione, tutta la verdura usata in questa ricetta proviene direttamente dall'orto della suddetta nonna : -)
Un'altra precisazione è d'obbligo: io ho usato come formaggio del Magnocca stagionato, beninteso che si tratta di una 'licenza poetica' essendo un formaggio lombardo e non Piemontese. Ovviamente è sostituibile con altro formaggio a pasta dura stagionato o semistagionato.

martedì 3 settembre 2013

Chutney indo-piemontese (ovvero quando ramassin e brignun incontrano il panch phoron)



Ragazzi come mai il rientro dalle ferie è sempre più drammatico man mano che passano gli anni??? Ieri è stata una giornata i-n-t-e-r-m-i-n-a-b-i-l-e, mi son trascinata in modo scarsamente proficuo da un posto all'altro ringhiando contro tutti quelli che entravano in un raggio inferiore al metro e mezzo dal mio baricentro...oggi chiederò perdono cospargendomi il capo di cenere! Per rientrare un po' nella quotidianità ho riordinato questa ricettina preparata in fretta e furia il giorno prima della partenza, per evitare di sprecare irrimediabilmente tutti i ramassin e i brignun che i miei genitori mi avevano donato. Per i non-Piemontesi i ramassin sono il modo in cui familiarmente chiamiamo il 'susino damaschino' tipico della zona del saluzzese, pare arrivi anticamente dalla Siria ed ogni famiglia ne ha almeno una pianta dalle mie parti. Il fatto che si raccolga direttamente da terra, una volta che molto maturo cade dall'albero, fa sì che sia rapidamente deperibile e rapidamente occorra consumarlo o affrettarsi a conservarlo in qualche modo. Brignun invece è un termine dialettale per indicare la susina, pare che sia un termine condiviso con i vicini Liguri e che l'albero del pruno compaia sullo stemma araldico della famiglia dei Brignole-Sale (quante cose si imparano!) Ovviamente prodotti bio, macché bio, direi 'wild' e del territorio che ho deciso, nella mia vena 'fusion' di sposare con un mix di spezie tipicamente indiano (e bengalese) il panch phoron (o panch puran). Detto anche 'le 5 spezie indiane' questo è un preparato composto da quantità di pari peso di 5 spezie non triturate ovvero la nigella sativa, il fieno greco, il finocchio, il cumino e la senape. Si utilizza così com'è in aggiunta alle carni o nei curry vegetariani, oppure dopo una rapida frittura in olio per sprigionare tutti i sapori dei vari componenti. È difficile trovarlo in commercio già preparato, ma potete prepararne un barattolino pronto all'uso semplicemente pesando ogni spezia e mescolando, nulla di più facile!
Vabbè dai, parlare di cibo mi ha dato un po' di sprint...buon rientro a tutti!!!