mercoledì 9 ottobre 2013
Bottoncini al cacao, anche la colazione Dukan vuole la sua parte!
sabato 5 ottobre 2013
Panini 'nuvola' con lievito madre
Il mio più grande cruccio è quello di non potervi far apprezzare la consistenza di questo pane, che è quasi impalpabile tanto è soffice, per questo l'ho soprannominato 'nuvola'.
Il lievito madre, come si sa, serve per dare al pane un aroma particolare, di altri tempi o, come dico io, 'di montagna' ... forse perchè mi ricorda le scampagnate da bambina quando la domenica con i genitori si montava in auto, si saliva a caso per una delle valli del Cuneese e quando si avvicinava l'ora di pranzo si passava regolarmente dal macellaio per il prosciutto -che era clamorosamente sempre il più buono del mondo!- e dal panettiere che affettava da grandi forme fette generose di pane casereccio. Il pane era sempre profumatissimo, l'acqua di fonte fresca e non c'era cibo migliore da consumare insieme, seduti su una coperta all'ombra... Il tutto fa molto 'Heidi, la ragazza delle Alpi', ma questa è un'altra storia! :-)
Il sapore di una volta che senza tanti sentimentalismi qualcuno (... mio marito...) definisce 'acido', l'alveolatura alle volte troppo fitta e la facilità con cui, se non si pongono troppe attenzioni in cottura, la crosta diventa dura e spessa mi stanno facendo sperimentare via via molti impasti e lievitazioni alternative. In particolare mi sono imbattuta nel blog Pan di Pane che mi ha offerto molti spunti per mettere alla prova il mio Vito.
Come è ovvio ognuno ha il proprio lievito (con la propria''personalità' e 'carattere') e la propria casa (con particolari temperature ed umidità ambientali) oltre al proprio forno, quindi penso che ogni ricetta in cui sia previsto lievito madre debba essere personalizzata.
Qui c'è pertanto la ricetta originale, mentre sotto la mia versione che qualcuno tra i detrattori del lievito madre (...sempre mio marito...) ha implorato di fare ogni settimana. Bhà, vedremo se sarà così bravo da meritare tanto! ;- )
Ingredienti
Lievitino
100 gr di pasta madre appena rinfrescata
40 gr acqua
Impasto
Lievitino 130 gr
3 gr lecitina di soia
150 gr acqua
250 gr farina manitoba
80 gr farina 0
50 gr olio arachidi
40 gr zucchero
10 gr sale
Preparazione

Per il lievitino mescolare grossolanamente il lievito madre e l'acqua lasciando a riposo circa 3 ore. Si ottiene una base molto morbida con iniziali piccole bolle.
Passato questo tempo unire tutti gli ingredienti (eccetto il sale) in planetaria ed impastare, al termine aggiungere anche il suddetto sale.
A questo punto potete spostare l'impasto su spianatoia infarinata lasciandolo 'puntare' ( circa 30 min) oppure, più lassamente, potete lasciarlo riposare direttamente nel boccale dell'impastatrice. In entrambi i casi coprire con pellicola.
Su spianatoia infarinata procedere con le piegature (ovvero disporre la pasta a formare un ipotetico rettangolo e piegare a libro, cioè a metà). Io ho proseguito a piegare ed allungare delicatamente l'impasto finché la sua consistenza me lo ha permesso, non ho contato le pieghe effettive, ma ne stimo almeno 6-8.
A questo punto, lasciar lievitare sempre coperto da pellicola fino al raddoppio. Io ho deciso per una lievitazione rallentata, ad una temperatura di circa 15 gradi il mio impasto ci è stato 7 ore circa (il mio personale riposo!)

Successivamente ho delicatamente spostato il tutto sulla spianatoia e porzionato in 12 pezzi a cui ho dato forma 'sferica' e disposto su carta forno direttamente sulla leccarda. Dopo averli coperti con pellicola unta d'olio, nuova lenta lievitazione ad analoga temperatura per altre 8 ore. Lievitando i panini si sono 'uniti'.
Cottura nella parte bassa del forno per 25 minuti a 180° statico con 'giro' di leccarda a metà per garantire cottura uniforme.
Appena sfornati ho spruzzato la loro superficie con acqua e messo sulla grata a raffreddare.
domenica 29 settembre 2013
Crema d'acciuga su cavolo cappuccio, un'idea dalla prima edizione di Lo Chef è una Star
In una delle prove abbiamo infatti dovuto ripetere pari pari la ricetta che lo chef Randisi (Ristorante Antica Locanda dell'Orco) aveva ideato per la serata, ovvero una millefoglie i cui strati alternati erano composti da fettine di filetto di vitellone alla piastra, cavolo spadellato nel fondo della suddetta carne e crema all'acciuga (per amanti dell'umami -ne abbiamo parlato qui, ricordate?- anche se qualcuno può storcere il naso...). Bhè perchè non 'portare a casa' quella che a mio avviso è stata la parte migliore, ovvero la crema all'acciuga? ; -) Si tratta di una sorta di evoluzione chic della bagna cauda che diventa molto delicata, cremosa e ben strutturata. Certo la bagna cauda è tutta un'altra cosa, sia perchè i puristi usano solo olio, mai panna e soprattutto perchè la quantità procapite di aglio si attesterebbe su una testa (sì, non spicchio, proprio testa!) a persona.
A meno che non vogliate tenere i vampiri lontani e non siate degli stomaci forti disposti a tutto pur di non tradire la tradizione, provate questa delicata crema e non ve ne pentirete!!! : -)
mercoledì 18 settembre 2013
Penne integrali con ratatouille al BBQ
Da quando ho iniziato ad armeggiare con il BBQ a gas, con le sue temperature ed i suoi tempi anche a suon di fallimenti, oibò!, mi è venuta una gran voglia di provarlo con preparazioni e ricette non propriamente da BBQ... lo sapete, mi piace sperimentare e sperimentare sìssìsìsìsì ; -)
Così ecco questa pasta per grandi compagnie! Una pasta salutare (vegan) per aprire le danze mangerecce, mentre il BBQ si scalda per arrivare ad una buona temperatura per le carni o le verdure grigliate o per tostare il pane da bruschette, il tempo (e l'energia) non si sprecano cuocendo le verdure. E poi questo è un periodo in cui le verdure la fanno da padrone, senza dimenticare che ogni scusa è buona per usare lo splendido peperone IGP di Carmagnola! : -) Le foto non rendono giustizia, ma capirete che star dietro al barbeque e a tutta la brigata di mangiatori non lasciano grande spazio all'immortalare il momento!
Non demoralizzatevi se non avete il BBQ, portando il forno alle stesse temperature potete tranquillamente prepararla in cucina.
Buona, sana e gustosissima! Come diceva qualcuno 'provare per credere'! : -)
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di 'Oggi pane e salame, domani...'
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di 'Oggi pane e salame, domani...'
domenica 15 settembre 2013
Focaccia 'pugliese' con patata e lievito madre (versione di Sara Papa e la mia!)
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| versione mia |
Le virgolette sono doverose, dato che io pugliese non sono! Da un pò di tempo stavo però cercando una risposta valida a Simona, a cui tempo fa avevo 'spacciato' il mio Vito. Mentre io ero spaparanzata in ferie lei si metteva alla prova con il fratellino del mio lievito madre, Giuliano, documentandomi con foto i suoi strabilianti successi (avevo detto che era semplice!!!). Era rimasta però 'in sospeso' una questione sulla focaccia pugliese e sul suo livello di lievitazione..bhè visto che non l'avevo mai provata a fare, ma mi incuriosiva capire quali potevano essere i problemi eventuali (e la loro soluzione, benintesi!) ho deciso di provare quella dell'affidabile panificatrice Sara Papa. La prima volta ho seguito il procedimento alla lettera, parola per parola, ottenendo una focaccia saporita, ma 'bassa'...in pratica il problema che inizialmente aveva incontrato la mia 'collega' di lievito...Pare che la focaccia barese però non sia molto alta, ma la pugliese sì... Allora, dal momento che sono testarda come un mulo, ho fatto a modo mio allungando estremamente i tempi di lievitazione portandoli alla temperatura bassa del frigorifero.
Risultato da applauso, per cui riporto qui i tempi usati (almeno la potrò ripetere identica la prossima volta!)
Vi lascio comunque la ricetta originale, cosicchè anche voi potrete fare le vostre valutazioni.
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| versione mia |
giovedì 12 settembre 2013
Crostata nettarine-cioccolato-amaretti senza cottura
Ovvero nettarine no problem, idee per l'esubero. Già perché la fine dell'estate coincide con il dover avere a che fare con quantità importanti di pesche molto mature prima che irrimediabilmente diventino immangiabili. E confermo e sottoscrivo senza dubbio alcuno quello che sostiene mia madre, ovvero che sono di una delicatezza estrema 'Diventano da mature a marce nel tempo di un battito di ciglia'. Amen. Così, da che io mi ricordi, tutta l'estate, ed in particolar modo i suoi sgoccioli, diventano una corsa per evitare lo spreco. Non so perché, ma da quasi 40 anni, i profumi in cucina sono di pesche cotte, amaretti e cioccolato/cacao. Le si trova in scodella a fine pasto, in dispensa nei barattoli, in freezer nei sacchetti e pure in forno sotto forma dei 'celeberrimi' persi pien (ossia pesche ripiene...ma se avete la fortuna di assaggiare quelle cotte in forno a legna, tutte le altre versioni casalinghe e non saranno deprimenti...) Questa ricetta molto molto semplice è un guizzo (riuscito) di creatività tardo estiva; ho destrutturato un classico e quindi lo ho 'ristrutturato' :-)
Fatemi sapere se decidete di anche voi di innovare la tradizione!!!
lunedì 9 settembre 2013
Crostata di riso ed erbette con formaggio Magnocca
E alla fine c'è l'ho fatta!!! Son riuscita a trovare un modo diverso di presentare la classica 'torta di riso' che ha accompagnato tante estati della mia infanzia! Penso sia un'idea originale anche per le scampagnate fuori porta, dai in fondo è ancora estate! La cosa buffa è che questo piatto per me carico di ricordi non é mai piaciuto a mio marito, per cui non mi ero mai azzardata a prepararlo : -) A me ricorda la nonna che ne preparava teglie così grandi che avrebbero potuto sfamare un intero reggimento di alpini, la parte che mi piaceva di più era la crosticina croccante sopra non appena veniva sfornata! Credo sia un piatto che il Piemonte ha in qualche modo adottato dalla vicina Liguria (non c'era anche la celebre battuta di Balbontin e Ceccon a citarla ?!) dove viene preparata sia 'nuda' che avvolta in pasta matta o sfoglia ... Bhè quella dei miei ricordi è priva di 'base', ma in questa mia rivisitazione, partendo dagli stessi semplici ingredienti, ho voluto ricreare l'idea del guscio. Il marito questa volta ha apprezzato : -)
Per amore di precisione, tutta la verdura usata in questa ricetta proviene direttamente dall'orto della suddetta nonna : -)
Un'altra precisazione è d'obbligo: io ho usato come formaggio del Magnocca stagionato, beninteso che si tratta di una 'licenza poetica' essendo un formaggio lombardo e non Piemontese. Ovviamente è sostituibile con altro formaggio a pasta dura stagionato o semistagionato.
martedì 3 settembre 2013
Chutney indo-piemontese (ovvero quando ramassin e brignun incontrano il panch phoron)
Ragazzi come mai il rientro dalle ferie è sempre più drammatico man mano che passano gli anni??? Ieri è stata una giornata i-n-t-e-r-m-i-n-a-b-i-l-e, mi son trascinata in modo scarsamente proficuo da un posto all'altro ringhiando contro tutti quelli che entravano in un raggio inferiore al metro e mezzo dal mio baricentro...oggi chiederò perdono cospargendomi il capo di cenere! Per rientrare un po' nella quotidianità ho riordinato questa ricettina preparata in fretta e furia il giorno prima della partenza, per evitare di sprecare irrimediabilmente tutti i ramassin e i brignun che i miei genitori mi avevano donato. Per i non-Piemontesi i ramassin sono il modo in cui familiarmente chiamiamo il 'susino damaschino' tipico della zona del saluzzese, pare arrivi anticamente dalla Siria ed ogni famiglia ne ha almeno una pianta dalle mie parti. Il fatto che si raccolga direttamente da terra, una volta che molto maturo cade dall'albero, fa sì che sia rapidamente deperibile e rapidamente occorra consumarlo o affrettarsi a conservarlo in qualche modo. Brignun invece è un termine dialettale per indicare la susina, pare che sia un termine condiviso con i vicini Liguri e che l'albero del pruno compaia sullo stemma araldico della famiglia dei Brignole-Sale (quante cose si imparano!) Ovviamente prodotti bio, macché bio, direi 'wild' e del territorio che ho deciso, nella mia vena 'fusion' di sposare con un mix di spezie tipicamente indiano (e bengalese) il panch phoron (o panch puran). Detto anche 'le 5 spezie indiane' questo è un preparato composto da quantità di pari peso di 5 spezie non triturate ovvero la nigella sativa, il fieno greco, il finocchio, il cumino e la senape. Si utilizza così com'è in aggiunta alle carni o nei curry vegetariani, oppure dopo una rapida frittura in olio per sprigionare tutti i sapori dei vari componenti. È difficile trovarlo in commercio già preparato, ma potete prepararne un barattolino pronto all'uso semplicemente pesando ogni spezia e mescolando, nulla di più facile!
Vabbè dai, parlare di cibo mi ha dato un po' di sprint...buon rientro a tutti!!!
domenica 25 agosto 2013
Vellutata di fagiolini light (crociera Dukan)
Ebbene sì sono in vacanza (finalmente) anche io, ecco il motivo della mia assenza non soltanto dalla vita in generale, ma anche dal blog : -) Oggi, oziando in terrazza, di rientro dalla spiaggia valutando se il cielo coperto decidesse di aprirsi oppure scaricare un bell'acquazzone con i fiocchi, e cincischiando con il telefono mi sono imbattuta in questa ricetta di stagione fatta per i 'crocieristi' Dukaniano che non avevo ancora segnato. È rapida, fresca e decisamente appetibile anche a chi a dieta non lo è affatto. Ho così deciso di metterci mano, tanto per rendere produttiva la giornata...intanto io sono in vacanza anche dalla dieta ; -)
mercoledì 14 agosto 2013
Tagliata al Barbera e patate imbottite per un BBQ diverso dal solito
Dopo due anni che il favoloso BBQ a gas giaceva intonso in garage ci siamo messi finalmente all'opera! Ebbene sì ce l'abbiamo fatta! : -) Forse ha ragione mio marito quando dice che non riesco mai a 'giocare facile' e devo sempre complicarmi la vita, però vi posso assicurare che, nonostante non siano le solite ali di pollo o costine alla griglia, questo piatto unico è davvero succulento!!! E poi dai, diciamocelo, il BBQ è in genere prerogativa dell'uomo, o meglio quando si parla di 'grigliata' agli uomini brillano gli occhi e son pronti a diventare per qualche ora dei 'fuochisti' armati di forchettone manco volessero emulare Satana con un tridente in mano...bha sarà qualcosa di atavicamente intrinseco ai loro geni, per carità...del resto non verrebbe mai in mente a nessuno di distoglierli da tale compito (decisamente ingrato date le temperature esterne) non tanto per lasciarli 'giocare' un pò, quanto per non dover essere appiccicate ai fornelli una volta tanto ; -) Però devo dire che l'idea di lasciar giocare mio marito solo con il BBQ nuovo mi infastidiva parecchio, anche io volevo giocare, uffa!!! (quotidianamente fa capolino la mia sindrome da Peter Pan...) Così mi sono 'inventata' qualcosa per partecipare e ve lo lascio: quest'anno infatti ho dovuto anticipare la mia grigliata di 'Ferragosto', dal momento che propria a Ferragosto (oibò!) lavoro, però spero che possa essere di ispirazione per qualcuno che alla faccia mia potrà sollazzarsi per bene e -perchè no?- magari stupire gli amici con qualcosa di nuovo ; -)
I tempi e le temperature sono riferite al mio BBQ, un Weber a 3 bruciatori, per cui dovrete ovviamente 'tararli' sul vostro.
Buon Ferragosto !!!!
PS: scusate le foto...ma volete mettere che appetito avevo di fronte a cotanto ben di Dio??? ; -)
lunedì 12 agosto 2013
Filigrana al kamut con crema di gamberoni all'Erbaluce di Caluso
Oggi piatto da grandi occasioni, molto estivo e leggero, che sicuramente non deluderà gli ospiti più esigenti. Come capita spesso, quando mi finisce un giornale di cucina tra le mani in genere fotografo col cellulare le immagini, poi dopo tempo indefinito le ritrovo sulla memoria e mi vien voglia di inventarmi dei piatti che possano quantomeno somigliare alla forma definitiva...insomma capita di partire da un'idea e risalire a ritroso su quello che potrà essere il sapore che si vuole ottenere o la consistenza e quindi gli ingredienti...Mi rilasso anche così, ebbene sì! : -) Così sabato pomeriggio, che stranamente avevo del tempo a disposizione (oltre ad essere l'unico giorno in cui arrivano in città dei banchi di pesce fresco!) mi sono cimentata in questo esperimento. Nella mia famiglia, devo dire, non si è mai avuta la cultura del pesce fresco, insomma in Piemonte non è che il pesce sia proprio nel cosiddetto 'paniere'...Per cui da piccola (tralasciando tutto ciò che non fosse in vasetto o trasformato o da freezer) mi son trovata vis à vis con pesci come la trota (nelle sue varie specie), la tinca, il pesce gatto e qualche altro piccolo pesce da me inserito nella categoria 'pesciolini' senza miglior qualificazione. Tutto il resto (o quasi) ho dovuto approcciarlo da me, da autodidatta, soprattutto nella 'gestione' in cucina. Per fortuna ho trovato un marito paziente, che nel tempo si è trangugiato piatti 'ittici' di consistenze variabili tra il caucciù e la suola di scarpa, fino ad ottenere una certa dimestichezza con la 'pratica pesce'! ; -) Quindi eccoci qui con un primo piatto importante, rigorosamente di pasta all'uovo, in cui la dolcezza e la freschezza dei gamberoni sono esaltati dall'erba cipollina (la mia, che soddisfazione l'autoproduzione!) e da un vino del territorio, l'Erbaluce di Caluso, che ben si sposa con piatti di pesce.
A voi l'idea!
giovedì 8 agosto 2013
Frozen yogurt Dukan all'amarena
Giovedì proteico, argh! Possibile che a me, che adoro il salato, tutte le volte che arriva il giovedì mi viene un'irrefrenabile voglia di dolce??? Stasera l'ho presa in contropiede (la suddetta voglia di dolce, intendo) con un gelato 'Dukan style' :-) Diciamo che il gelato casalingo mi ha lasciata sempre un pò perplessa, fin dai tempi della prima gelatiera della mamma...troppo facilmente 'scioglibile' in coppa, troppo difficilmente conservabile in termini di cremosità, troppo casalingo insomma! Poi ho capito che non basta abbinare gli ingredienti, mescolare e incrociare le dita aspettando che le spatole girino e il motore raffreddi la massa, ma serve un lavoro ben più complesso di pesi e misure, oltre che in alcuni casi la cottura, ma soprattutto la differenza la fanno gli 'addensanti'... Per additivi intendo ovviamente prodotti naturali in grado di addensare e impedire cristallizzazioni eccessive del prodotto contribuendo ad una soffice cremosità facilitando l'inglobamento dell'aria. Ne sono un esempio l'agar, la lecitina di soia, la carragenina, il guar, l'inulina, la farina di carrube e via dicendo... Insomma non sono una gelataia, anzi mi sto informando in corsa proprio per cercare di ottenere a casa dei prodotti naturali che mi soddisfino appieno, comunque ho pensato di ribaltare il concetto anche per creare questo dolce sfizioso. Ho usato la farina di guar che è concessa. Per il topping necessitavo di un gusto 'frutta' ed è capitato a fagiolo lo sciroppo all'amarena (Zero, Fabbri), che in giro on line viene usato (a seconda delle campane che si sentono) come tollerato nella quantità di 20 ml al dì o come concesso. A voi l'ardua scelta : -) Io almeno su quello mi son fatta lo 'sconto' interpretandolo come concesso e libero!
martedì 6 agosto 2013
Piccoli rollé di vitello in pentola a pressione
Che caldo asfissiante! Alle volte in questi giorni mi capita di guardare sconsolata i fornelli, sudando anche solo ad accendere la fiamma....figuriamoci star dietro a qualche pietanza a girarla e rigirarla perché non attacchi! A risolvere il problema è venuta ancora una volta in soccorso la provvidenziale pentola a pressione che in un colpo solo mi ha accorciato i tempi di accensione fiamma (meno calore e meno gas speso), mi ha evitato di star attaccata al piano cucina a seguire la cottura e ovviamente mi ha permesso di risparmiare tempo. Adoro la pentola a pressione !!!
lunedì 5 agosto 2013
La pizzanella, ovvero la panzanella in versione pizza!
Ricetta facilissimissima, veloce, piacevole e assolutamente low cost per marito pasticcione, ma desideroso di ripeterla al più presto: un incrocio tra una panzanella e una pizza, che abbiamo battezzato appunto 'pizzanella' : -) Si tratta ovviamente di una ricetta di recupero, in questo caso del pane con lievito madre. Per cultura ed educazione non riesco a buttare il pane, ma se si tratta di pane con lievito madre mi viene ancora di più lo scrupolo, bho! Così, dato che in estate puntare sulla Supa mitunà sarebbe una scelta decisamente azzardata (meglio l'inverno, eh!?), è nata questa pseudopizza morbida la cui base è formata da pane ammollato e strizzato. Piatto poverissimo, che spiegherò con eccessiva (e personalizzata) dovizia di particolari proprio per far sì che la mia dolce metà riesca a riprodurlo con le proprie mani! ; -)
Sfizi salati al farro e robiola
Io posso assicurarvi che sono super golosi al palato, le immagini vabbè son da IPhone, sicuramente i fotografi delle riviste (e tonnellate di foodblogger) li avrebbero resi anche più golosi agli occhi! :-) :-)
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