L'estate ha portato via con sè i piatti light, quelli dalla preparazione super-rapida, quelli da spiaggia e anche quelli senza utilizzo di forni e fornelli (per non accaldarsi) e l'autunno ha invece fatto tornare la voglia di succulenti intingoli, calde e corroboranti pietanze di 'conforto'. Il Piemonte vanta una delle migliori carni italiane e questa più che mai inizia ad essere la stagione di brasati, stracotti ed arrosti... ma in fondo perché limitarsi al 'solito' arrosto quando si può provare la ricetta dello chef Cracco? Pronti, via! Ricetta semplicissima, pochi elementi (quelli giusti...) e cottura in forno. Lo chef consiglia la pentola di ghisa (anzi esclude l'utilizzo di altre...), ma Natale è lontano e al momento mi accontento della mia solita. Come in ogni ricetta di 'Se vuoi fare il Figo usa lo scalogno' alla fine c'è il riquadro 'il tocco dello chef' con suggerimenti per rendere più 'cool' la ricetta base. Io ho preso spunto da quel riquadro per aggiungere all'arrosto delle nocciole (da buona piemontese, la tonda gentile langarola) e del miele di acacia, per cui quella che segue è una personalizzazione 'guidata' della ricetta di Cracco.
sabato 31 ottobre 2015
mercoledì 7 ottobre 2015
Spiedini vegani
Tempo di ultime grigliate, sob!
Prima di ritirare definitivamente la griglia o il BBQ (come nel mio caso) provate ancora questi spiedini. Alcune volte, soprattutto se si parla di grigliate tra amici dove girano chili di carne, penso che sia deludente per chi ha scelto di essere vegetariano/vegano il sedersi a tavola con di fronte un piatto di anonoma insalata verde o le solite patate al cartoccio o ancora le celeberrime verdure grigliate...Su un malconcio libro di cucina (lo avevo così sommerso di altri volumi e riviste che avevo dimenticato di possederlo!) ho trovato lo spunto per questi spiedini privi di derivati animali.
E nessuno, nemmeno i più carnivori, disdegnerà un assaggio! : -)
domenica 27 settembre 2015
Pane integrale al farro con lievito madre
Anche quest'anno, al ritorno dalle vacanze (più di 15 giorni di assenza), ho trovato il mio Vito in frigo molto abbacchiato...Anche quest'anno mi osservava dal fondo del barattolo con il cui vetro era diventato un tutt'uno, coperto da una scorza dura sulle ventitrè, quasi con aria da sfida...del tipo ' ah-ah finalmente sei rientrata! e se io adesso fossi morto stecchito? eh? ti sentiresti in colpa di avermi abbandonato qui tra le uova ormai da buttare e le carote che nel frattempo han fatto la muffa???' Ha sempre la capacità di farmi sentire in colpa...Si sa, alla fine è un buono e del resto lo ho allenato a lunghe mie mancanze fin dai primi tempi, per cui anche questa volta mi ha perdonata donandomi un pane spettacolare.
Per la ricetta mi sono ispirata al pane al farro di Eva e Claudio (a cui vi rimando, soprattutto per le fotografie passo-passo delle piegature della pasta) utilizzando però la farina integrale (bio) e modificando leggermente le dosi. Come potrete vedere dalle fotografie, l'alveolatura è molto diversa. Credo dipenda dalla farina in primis, usando quella integrale infatti la lievitazione cambia in tempi e modalità. A questo si deve aggiungere l'utilizzo, nella mia versione, anche della crusca d'avena
Ottimo pane, di lunghissima durata :- )
lunedì 14 settembre 2015
Torta con fondi di caffè, gustoso riciclo
Facendo 'pulizia' nella memoria del cellulare mi sono imbattuta questa foto.
Battuta a macchina, ha tutto l'aspetto di una ricetta d'altri tempi ('...attenzione che no vi scappi la legna...' ???), segnalata come 'per la festa' seppur nella semplicità degli ingredienti utilizzati, ma quello che mi aveva colpito in prima battuta era il fatto di riutilizzare i fondi del caffè. Io non ne sono una gran consumatrice, anzi son così poco abituata a berlo che quando ho ospiti mi devo sempre ricordare di offrirlo (mio fratello ormai ha deciso che lo chiede espressamente o se lo prepara da solo quando viene a farmi visita...). Per questo motivo, per evitare sprechi e soprattutto di preparare del pessimo caffè insapore, ho optato per una macchina a capsule. Non mi fa impazzire l'idea della capsula perchè si usa e getta molta plastica, ma tant'è (...a dire il vero una volta ho provato a seguire un tutorial sulla rete per riutilizzare le capsule, aprendole, riempiendole di caffè nuovo e richiudendole ...meno spreco di plastica, ma si tratta di un'operazione molto laboriosa e per di più sarei tornata ad avere del caffè aperto ed inutilizzato....). Prima di tuffarmi nella prova, ho dato uno sguardo in rete dove di ricette di torte con i fondi di caffè ve ne sono parecchie, in genere con il cioccolato o la farina di mandorle in abbinata; alla fine ho deciso di seguire (modificando come ho riportato sotto) le indicazioni di quella fotografata, molto più povera e genuina ...mi sembra più 'classica'...poi chissà magari un giorno proverò anche quelle più elaborate!
PS: ci ho rimuginato sopra giorni interi, poi alla fine ho avuto un'illuminazione! La ricetta in fotografia è quella originale dello chef Fausto Carrara direttamente tratta dal suo archivio 'personale'
PS: ci ho rimuginato sopra giorni interi, poi alla fine ho avuto un'illuminazione! La ricetta in fotografia è quella originale dello chef Fausto Carrara direttamente tratta dal suo archivio 'personale'
sabato 5 settembre 2015
Peperoni (di Carmagnola) in vaso no stress
La fine delle mie ferie da qualche anno coincide con la Sagra del Peperone di Carmagnola, ormai è diventato un appuntamento fisso! Così anche quest'anno approvvigionamento fatto! lo scorso anno avevo messo in barattolo un bel pò di peperoni utilizzando una ricetta (trovato dove? consigliata da chi? bho...) molto rapida e semplice, due caratteristiche che l'avevano fatta balzare ai posti della mia personale classifica di 'ricetta da segnarsi'. Ho cercato in ogni angolo della cucina (e non solo) dove potevo averla messa, infine l'ho rinvenuta bel appallottolata segnata come mio solito su carta da recupero e mi son ricordata a questo punto di averla anche 'lavata' in lavatrice con gli indumenti in cui l'avevo distrattamente infilata (per non perderla ovviamente...)
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| ...documentiamo il mio 'ordine'... |
mercoledì 15 luglio 2015
Gelée di lamponi e pepe rosa (da un'idea di L. Montersino)
Ogni tanto cimentarsi in una ricetta di Montersino ci vuole: utilizzare varie 'polverine' che prima di lui non conoscevo ha qualcosa di magico ogni volta! Pesare al grammo, poi, o aspettare con termometro in mano di arrivare proprio alla temperatura stabilita è quasi una pratica zen per me...
Chiedo venia per la qualità (pessima) delle immagini, ma come spesso accade stavo scattando con smartphone in piena notte...tanto per non perdere il vizio di sostituire il sonno con l'attività 'ludica' del cucinare...
Una precisazione: dalla ricetta originale ho dovuto modificare la dose dello sciroppo di glucosio. Questo perchè non ho trovato lo sciroppo di glucosio in polvere (della ricetta originale) e ho dovuto utilizzare quello 'liquido' con un conseguente sbilanciamento di polveri/liquidi. Nonostante i calcoli abbozzati (di notte cosa si può pretendere???) con calcolatrice alla mano, il prodotto finale è rimasto troppo 'bagnato' con conseguente tendenza a sciogliere i cristalli di zucchero di copertura.
Io vi lascio le dosi da me utilizzate, voi così potrete regolarvi di conseguenza (magari aumentando la dose di pectina)
A proposito di pectina, io ho utilizzato quella di agrumi, in polvere.
Bene credo di avervi detto tutto in merito alla mia sperimentazione, adesso è il vostro turno! :-)
sabato 4 luglio 2015
Fegato alla veneziana
Ognuno ha i propri 'comfort food', piatti dietro ai quali vola il ricordo, vola l'anima, vola il palato regalando un attimo di tregua alla realtà di ogni giorno. Uno dei miei è proprio il fegato alla veneziana. È un piatto molto lontano dall'idea comune di 'coccola' in cucina, ma io adoro il sapore dolce del fegato e la sua consistenza particolare in bocca ed appena posso lo preparo. È un 'rito' privato, dal momento che mio marito (golosissimo di foie gras, peraltro) non riesce proprio a farselo piacere fin da piccolo, e questo dettaglio accomuna me e la mia mamma (dal momento che anche mio padre non smania per questa frattaglia...). Stavolta oltre all'attenzione per la qualità della carne (ovviamente vitello piemontesissimo... nonchè gentile regalo della mamma suddetta!), ho voluto usare le cipolle migliori per il piatto, ovvero quelle bianche, di Chioggia.
Cercando in rete le origini della ricetta mi sono imbattuta in questo piacevole articolo comparso su La Stampa a cui vi rimando per scoprire l'inaspettata genesi del nome stesso 'fegato' e il suo legame con i fichi...
Buon pomeriggio!!!
domenica 24 maggio 2015
Bocconcini semi-integrali al bacon con pasta madre
Avete esubero di pasta madre e carenza di tempo? benissimo, fate parte della mia squadra! ;-D
Ovviamente tutte le settimane (..decina di giorni?...) riesco a coccolare il mio Vito, ma in genere mi lancio sulla focaccia o sulla pizza o qualche pane veloce (ad esempio questo), ma da un po' di tempo non mi cimentavo in qualche nuova ricettina con la pasta madre.
-Uhm avete ragione, non ho ancora postato la collaudatissima ricetta della focaccia
che ormai uso da secoli, provvederò quanto prima!!!-
Questa volta, complice anche il caldo che ormai rende la lievitazione naturale più rapida rispetto alla stagione invernale (forse troppo, occorre iniziare a controllare le temperature e usare la cantina...), ho provato a creare questi bocconcini sfiziosi da aperitivo partendo dalla pasta madre in esubero (leggasi 'quella che non avevo intenzione di rinfrescare per portare al raddoppio').
Per quanto riguarda il bacon, ho utilizzato quello in scaglie, comprato durante il nostro ultimo viaggio in Alaska; potete eventualmente prepararlo in padella partendo dal prodotto fresco ed essiccarlo in forno prima di frantumarlo in briciole.
Non avete il bacon o siete vegetariani? provate a sostituirlo con olive a pezzi o pomodorini secchi tagliati sottili-sottili!
Se siete ancora più golosi, consiglio di farcire i bocconcini con della robiola fresca :- )
Buona pasta madre a tutti! :-)
Con questa ricetta partecipo al contest di La cucina di Esme
venerdì 24 aprile 2015
La marmellata di arance di Pellegrino Artusi, in versione light
Lunga assenza, eh? sarà che mi sto appassionando alla fotografia e questo (soprattutto ora che le giornate si allungano e c'è più tempo per esercitarsi a scattare) mi tiene lontana dal blog (ma non dalla cucina!) da un pò di tempo... così si accumulano la ricette una dopo l'altra e quando mi siedo al pc vengo sopraffatta dall'amletico dubbio '...e ora? da dove comincio?'
Ho deciso di iniziare dagli ultimi 'invasi' che ho prodotto e stoccato in dispensa, quando un mese fa circa sono stata sommersa da coloratissime arance di Ribera. Ottime, ma troppe e tutte insieme, a rischio deperimento insomma.
Sono andata ad attingere direttamente alle origini della cucina italiana, rispolverando un classico libro impilato sulle mie mensole, ovvero La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi del 1891. Qui si trova la ricetta della Conserva di aranci, adorabile in quanto non esiste scarto utilizzando sia la polpa che la scorza degli agrumi; io ho declinato la ricetta in versione light (data l'elevata quantità di zucchero prevista nello scritto originale...decisamente fuori luogo visto che sta arrivando la bella stagione e la prova costume conseguente! ;-) )
A voi!
domenica 1 marzo 2015
Croccante di arachidi (ovvero una golosa idea riciclo)
Il consiglio è quello di armarvi di termometro e ripiano di marmo per andare sul sicuro.
Lascio qui le dosi e il procedimento da me utilizzati... non vedo l'ora di avere altre arachidi in esubero!!! : -)
Alla prossima!
martedì 3 febbraio 2015
Macarons...in versione easy
Dopo le svariate prove e la produzione di pandori per le feste natalizie, come vi scrivevo giorni orsono, avevo un sacco di albumi in frigo che mi guardavano languidamente ogni volta che aprivo lo sportello...Non avevo voglia di farne meringhe o 'brut e bun' per cui continuavo a temporeggiare in attesa dell'ispirazione. poi un bel giorno, rassettando l'angolo in cui stipo (spesso dimenticando...) ritagli, scontrini, appunti, buoni sconto ecc ecc ecco che mi casca in mano un foglio scritto di pugno: la ricetta 'infallibile' per macarons...In effetti lo scorso anno mi ero regalato una lezione monotematica sui macarons, le premesse quel giorno erano state 'seguendo delle regole semplici otterrete dei dolci perfetti'...ed in effetti erano venuti proprio bene in sede di corso, ma non avevo avuto ancora il coraggio di cimentarmi nell'impresa anche se in aula era sembrato tutto molto facile... Leggendo poi che una buona base deve utilizzare albumi non freschi, bhè questo mi ha dato una motivazione in più!!!
Pare infatti che gli albumi debbano essere tenuti in frigo qualche giorno prima dell'utilizzo per questa base, questo sarebbe uno dei primi punti saldi per una buona riuscita...benissimo, ottima ricetta di recupero!
Il macaron è un dolce dall'alto impatto visivo, estremamente elegante e femminile; la cura del dettaglio sia nel guscio che nella crema la fa più che mai da padrone. Pertanto la farcitura deve essere decadente, scioglievole, sublime, mentre il guscio deve avere precise e rigide caratteristiche.
Innanzitutto deve avere una cupola liscia (senza puntinature, senza granuli, senza bollicine) e perfettamente integra (quindi senza spaccature o crepe)
In secondo luogo una base liscia su cui spalmare la farcitura e ovviamente dimensioni identiche (anche per facilitare la cottura oltre che per incontrare il senso estetico di chi lo mangerà...)
Poi il cosiddetto 'piede' o 'coroncina' ovvero il guscio del macaron deve avere un 'collarino' ben definito ed identificabile al momento della chiusura, deve crescere lineare senza fuoriuscire oltre il perimetro del guscio.
La consistenza del guscio deve essere croccante, soprattutto all'esterno, in contrapposizione alla crema morbida che si amalgama bene con il 'cuore' del guscio più morbido al morso.
Di fonte a tutti questi dettami è normale avere un pò di timore reverenziale nell'approcciarsi a questo dolce, io per la mia prima volta ho deciso di sperimentare questa ricetta molto-molto facile e devo dire che non ho incontrato grossi problemi...
Partiamo allora dai problemi incontrati. Uno dei primi è stato il fatto di avere un solo tappetino apposito in silicone e molta base, troppa!!! ho ripiegato su carta forno, ma-avendo agito d'impulso- non avevo fatto in precedenza dei 'cerchietti' guida per la dimensione esatta. Il risultato è stato avere dei macarons 'storpi' e poco aggraziati sulla carta forno (ma più facilmente staccabili che non sul silicone)
Partiamo allora dai problemi incontrati. Uno dei primi è stato il fatto di avere un solo tappetino apposito in silicone e molta base, troppa!!! ho ripiegato su carta forno, ma-avendo agito d'impulso- non avevo fatto in precedenza dei 'cerchietti' guida per la dimensione esatta. Il risultato è stato avere dei macarons 'storpi' e poco aggraziati sulla carta forno (ma più facilmente staccabili che non sul silicone)
Altro problema il colorante. Non ho grossa dimestichezza con i coloranti alimentari e al volo ne ho recuperato uno che avevo da secoli in dispensa. Servono coloranti in polvere o gel, non liquidi; ero convinta fosse un gel denso, in realtà era parecchio liquido e questo ha 'rovinato' un pò la base dei gusci.
Per le farciture ho semplicemente preparato due ganache: una alla nocciola, l'altra con cioccolato e caffè...buonissime anche a cucchiaiate senza gusci (lo dico dovessero rovinarsi in cottura, non si sa mai... ;-D )
Se non avete avuto tempo/voglia di dedicarvi alla ganache, potete utilizzare una farcitura con confettura oppure con burro d'arachidi (qui la ricetta per prepararlo in casa)
Detto questo veniamo alla ricetta ;-)
PS: la farina di mandorle ha una naturale nuance color 'crema', per cui se volete dei gusci bianchissimi occorrerà usare un colorante bianco
domenica 25 gennaio 2015
Ratafià di uva fragola
Quest'anno nei miei 'cestini' natalizi ha fatto bella mostra di sè il ratafià di uva fragola. Come dicevo qui, in autunno ne sono stata 'sommersa' e ho dovuto veramente inventarmi di tutto per evitare che gli acini si deteriorassero al punto da non essere più commestibiie (l'ho addirittura essiccata, qui). Io la chiamo uva fragola, ma ha nomi anche molto più altisonanti come Isabella o Raisin de Cassis. Di ricette se ne trovano svariate in giro, io avevo così tanta uva che ho lasciato buona parte degli acini a 'riposare' in ammollo nell'alcool insieme a varie spezie(seguendo i consigli di GialloZafferano)...per poter prendere tempo! Sì perchè il ratafià prevede due tempi di preparazione, il primo -più rapido- mi ha permesso di 'scordare' per un mese l'uva fragola e ripensarci in un secondo momento con la seconda parte della preparazione. La mia aromatizzazione preferita? quello con il cardamomo, da servirsi con ghiaccio freschissimo!!! Invece il liquore aromatizzato con cannella e chiodi di garofano può essere utilizzato anche leggermente scaldato per le fredde serate sotto la neve... Insomma fate delle prove se vi capita di trovare l'uva fragola e sicuramente troverete le spezie migliori per adattarsi alle esigenze del palato vostro e di quello dei vostri amici!
Santé! : -)
Santé! : -)
sabato 10 gennaio 2015
Il Pandoro di Giorilli e la mia interpretazione
So di essere clamorosamente in ritardo sul Natale con questa ricetta, ma non riuscivo mai a fotografare un pandoro finito ed inzuccherato prima che qualcuno ne tagliasse una fetta!!! Questo almeno è la riprova della bontà e del fatto che la lunga ricerca della ricetta 'preferita' ha portato i suoi frutti. Già, perchè la ricerca (leggi le prove) è durata circa un mese e mezzo; lo sa bene Simona, una ragazza che mi ha chiesto un pezzo del mio Vito per lanciarsi nei grandi lievitati natalizi e con cui ci sono stati scambi di opinioni su questo o quell'altro procedimento trovato online. Insomma ho mangiato pandoro a colazione fino alla nausea, per cui ad un certo punto mi sono dichiarata soddisfatta del risultato per poter fermarmi. Ho così optato tra le varie versioni per quella che meno mi ha dato problemi e che ha portato al minor esubero di albumi :- ) Sì perchè dopo ogni prova ho dovuto consumare in varia foggia quantità esorbitanti di albumi, per cui meno ne avanzano meglio è. Al mio delirio 'pandoriano' anche mia madre ha partecipato, regalandomi in anticipo 3 stampi, nel dubbio il mio non mi fosse bastato! :- )
Le ricette che ho sperimentato sono state in ordine di apparizione: il Pandoro di Raffaele Pignataro (dal blog Il crudo e il cotto), il Pandoro a due lievitazioni di Giorilli (dal blog di Fables de Sucre) e il Pandoro di Morandin (dal blog Trattoria da Martina)
Come detto sopra, la produzione (almeno per quest'anno) ha seguito la versione di Giorilli. La ricetta dal blog suddetto è decisamente dettagliata e particolareggiata, è mia abitudine seguire pedissequamente ogni passaggio previsto la prima volta che approccio delle istruzioni altrui...le volte successive faccio di testa mia :- )
Ognuno infatti conosce il proprio lievito naturale (non si azzarda un pandoro come primo approccio con lievito naturale...) e i propri ingredienti, oltre alla propria cucina e ai propri ritmi di vita.
Quindi qui troverete la mia versione più 'pratica' del Pandoro di Giorilli, se volete quella 'tradizionale' cliccate sul link riportato sopra.
domenica 4 gennaio 2015
Lonza di maiale al forno con salsa fruttata
Ebbene sì, gli elastichini di silicone così colorati e facili da utilizzare mi hanno completamente catturata e non riesco più a smettere di usarli!!! : -) Legare arrosti e rolate non sarà più un problema, eviterò così di 'mummificare' la carne in metri di spago come spesso mi trovavo a fare : -)
Dopo le rolatine di tacchino, eccomi allora con un bel pezzo di carne di maiale che ho deciso di cucinare in modo semplice e senza stress in forno usando un tripudio di spezie (che adoro!). All'insegna del 'niente stress' ho poi preparato la salsa di accompagnamento (fatene tanta, perchè andrà a ruba!) per stupire il palato dei commensali partendo da semplicissimi ingredienti.
Anche in questo caso, come per tutta la carne in genere, sarà meglio cuocere in anticipo e lasciare raffreddare completamente (in frigo anche) il pezzo prima di procedere con il taglio, per avere delle fette precise e sottili.
Con questa ricetta partecipo al contest del blog Cinzia ai fornelli

giovedì 1 gennaio 2015
Rolatine di tacchino con frutta secca (in pentola a pressione)
Buon anno a tutti!!! Festeggiato come si deve la fine del 2014 e l'ingresso nel 2015? Spero di sì e auguro ovviamente il meglio per tutti. Guardando questi ultimi mesi del blog devo ammettere che ho latitato più del solito, periodo complesso globalmente, per cui cosa c'è di più benaugurante, se non iniziare l'anno postando una ricetta? urca, dopo aver gozzovigliato fino a notte inoltrata ed essendo tutt'ora in fase digestiva, risulta un pò difficile parlare di cibo, ma dato che ho un attimo di tempo e dato che come ogni primo dell'anno sono zeppa di buoni propositi ecco qui la mia prima ricetta di 'recupero' festivo. Questa volta ho 'reinterpretato' la frutta secca sia regalata che autoprodotta (già perchè in periodo di uva fragola oltre alla gelatina da dispensa, ho provato ad essiccarne un certo quantitativo per non buttarla...in attesa mi venisse qualche idea su come consumarla, ovviamente...), ottenendo un secondo voluttuoso e avvolgente dal sapore insolito.
Bon appetit!!! : -)
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